1 Settembre 2018

Figli: saremmo stati più felici senza?

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La vita è un susseguirsi di eventi. Alcuni emozionanti, struggenti. Altri, devastanti, sofferenti. È un lungo percorso verso qualcosa di indefinibile che è racchiuso nei nostri cuori e nelle persone che amiamo.

È una passeggiata di tantissimi o pochissimi attimi meravigliosi, che fanno la differenza tra ciò che rimane nella nostra anima e ciò che svanisce come una bolla di sapone. È scalare una montagna con le proprie forze, talvolta in compagnia, altre in completa solitudine. In qualsiasi modo si decida di intraprendere questo viaggio, non sarà mai la cima il nostro obiettivo finale.

Quello che conta sono i passi che facciamo mentre la scaliamo. Come sentiamo, cosa guardiamo. I sorrisi che sgorgano davanti a un ruscello in piena, il viso tirato davanti a uno sterrato pieno di insidie. Cambiamo passi, ci aggrappiamo con le braccia ai ramoscelli per cercare di non cadere, osserviamo quello che colora il paesaggio intorno a noi e ne rimaniamo estasiate. Poi cadiamo. Ci facciamo male. Ci sentiamo sole e incomprese, sedute sul quel terreno bagnato e freddo, in balia delle nostre paure e delle nostre dolorose ferite.

Esistono molti tempi nelle nostre vite. C’è il tempo del coraggio e del super io, quello in cui ci sentiamo i padroni del mondo, in grado di conquistare tutto: amici, amori, sogni, lavori. Sono gli anni della giovinezza, dai  lunghi capelli dorati, con  gli occhi sempre troppo truccati, in giro a urlare al mondo la propria felicità. Non c’è spazio per la tristezza e la rassegnazione. C’è un mondo che ci chiama con le sue infinite possibilità. Oggi sono in Italia e domani chissà. Sono gli anni dei grandi amori, quelli che si vivono intensamente, con passione e litigi. Quelli delle gote rosse, delle fughe in motorino, della timidezza al primo contatto fisico, del cuore che batte a tremila senza mai fermarsi. Quelli delle promesse eterne, sugellate da lucenti anellini simbolo di un “per sempre” sussurrato nelle orecchie. E poi, le prime lacrime, la delusione di qualcosa che si pensava non sarebbe finito mai.

Quando si ha venti anni, si pensa che tutto rimarrà così: immutabile. I sentimenti sono talmente forti che non c’è nulla che potrà mai cambiarli. Nessuna situazione avversa, nessuna problematica seria. L’amore supera tutto. Sempre. È un tempo fresco, veloce e leggero. Poche responsabilità, molti sorrisi e tanta voglia di fare la differenza.

Il secondo tempo della nostra vita arriva improvvisamente, quando siamo ancora lì a fare i conti con le prime lacrime, le prime ferite e le prime vere perdite. Quando cerchiamo un posto nel mondo e capiamo che nonostante i nostri sforzi, non abbiamo raggiunto quello che desideravamo.

Quando si dà valore all’amore, ma non si mette al primo posto delle proprie esistenze. Quando si sta bene in due, ma si sta bene anche da soli. Quando diventiamo adulti. Siamo dei genitori separati e spesso in conflitto con noi stessi. Abbiamo dovuto prendere decisioni sofferte. I sogni sono rimasti nei nostri cassetti. Questo secondo tempo è complicato e difficile. Equilibristi dell’anima, pragmatici per necessità, camminiamo lungo questo nuovo sentiero affaticati e amareggiati. Rimpiangiamo i tempi della giovinezza, ma sappiamo che ora abbiamo un figlio da crescere e da educare. Sappiamo che la spensieratezza ha lasciato il posto alla responsabilità. E forse non è un male.

Accettare il cambiamento dei nostri tempi emotivi è il punto di partenza verso una vita piena di soddisfazioni e gioie. Perché  i tempi delle nostre vite hanno sempre qualcosa da darci. Ed è qui che la vita ci stupisce. Non si tratta più di camminare soli o con accompagnatori deludenti. Avremo sempre al nostro fianco qualcuno che ci darà la forza di superare tutto. Qualcuno che sosterremo e cresceremo con l’amore più grande che si possa mai provare: quello di un genitore.  Con immenso stupore, poi, avremo da vivere il tempo dei nostri figli. Che ci regalerà  una nuova giovinezza, più consapevole, talvolta leggera e con un pizzico di maturità in più. Sarà una ventata di energia, una freschezza inaspettata, una finestra aperta su un paesaggio nuovo delle nostre vite.

bambinigiovinezza

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