Adozione e scuola. A scuola si può star bene!
<p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/deficitdellattenzione2.jpg" width="600" height="400" /><a href="/blog/114/adozioni-il-diritto-allo-studio-degli-alunni-adottati/">Nell' articolo precedente</a> ho iniziato a parlare delle <strong>linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati</strong>, adottate dal MIUR nel dicembre 2014.</p> <p>Analizziamo il paragrafo 1.3 delle Linee di indirizzo che individua le c.d. “<em>aree critiche</em>”: difficoltà di apprendimento; difficoltà psico-emotive; scolarizzazione nei Paesi d’origine; bambini segnalati con bisogni speciali o particolari; età presunta; preadolescenza e adolescenza; italiano come L2; identità etnica.</p> <p><a href="http://www.istruzione.it/allegati/2014/Lineediindirizzoperfavorirelostudiodeiragazziadottati.pdf">Rimando alla lettura del testo per il contenuto dettagliato di ogni area</a>. Ciò che preme evidenziare è come in tutte le descrizioni delle singole criticità, sia evidente l’intenzione di coloro che le hanno scritte di portare l’attenzione non sul sintomo in sé, ma sulle cause. Con riferimento ai disturbi dell’apprendimento, ad esempio, seppur vengano richiamati studi che hanno evidenziato la presenza, tra i bambini adottati, di una percentuale di <strong>Disturbi Specifici dell’Apprendimento</strong> DSA superiore a quella mediamente presente tra i coetanei non adottati, si legge altresì che la stessa “storia” del bambino, ciò cui è stato esposto, possa, di fatto, pur in assenza di un <strong>DSA</strong>, manifestarsi con <strong>deficit nella concentrazione</strong>, nell’<strong>attenzione</strong>, nella <strong>memorizzazione</strong>, nella <strong>produzione verbale e scritta</strong>, in alcune funzioni logiche. Soffermarsi sulle cause, sulla storia, non avere fretta di etichettare il sintomo, è importante per capire l’alunno e dargli il giusto aiuto. A tale proposito è fondamentale individuare <strong>professionisti</strong> che possano realmente affrontare il percorso del bambino con una visione ampia, di insieme, olistica mi verrebbe da dire, che non si limiti, appunto, ad intervenire sul solo sintomo. E anche i <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="genitori" data-wpil-keyword-link="linked">genitori</a> devono avere questo ben in mente così da poter aiutare gli insegnanti nel loro percorso. </p> <p> </p> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/deficitdellattenzione.jpg" width="600" height="450" /></p>