È possibile separarsi bene e continuare a veder sorridere i propri figli?

<p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/matrimonioseparazione.jpg" width="900" height="600" />Famiglia vuol dire <strong>calore, sicurezza, identit&agrave;, appartenenza, affetto, condivisione</strong>, &egrave; un sistema complesso di relazioni nel quale ognuno di noi &egrave; totalmente immerso. Generalmente in una famiglia convivono due funzioni: <strong>una di cura, di fiducia e di assistenza</strong> definita <em>polo affettivo</em>, e una di <strong>giustizia e lealt&agrave;</strong> chiamata <em>polo etico</em>. Entrambe le funzioni si devono sostenere in modo che nessuna prevarichi l&rsquo;altra, questo per garantire uno sviluppo armonico del figlio e un equilibrio adeguato dei ruoli. In una coppia che decide di formare una famiglia &egrave; presente sia il <em>patto coniugale </em>formato da accordi consapevoli e inconsci che riguardano la coppia sia il <em>patto genitoriale </em>cura responsabile e continua, stile educativo che garantisce sia protezione sia spinta all&rsquo;autonomia del figlio.</p> <p>In caso la coppia decida di <strong>separarsi il</strong> patto coniugale andr&agrave; inevitabilmente a <strong>sciogliers</strong>i, ma, diviene vitale, invece, mantenere e rinforzare quello <strong>genitoriale</strong>, conservando ben distinti polo etico e polo affettivo. La decisione di separarsi quando i coniugi capiscono che il loro stare insieme non &egrave; pi&ugrave; fonte di <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/benessere" target="blank" rel="noopener nofollow" title="benessere" data-wpil-keyword-link="linked">benessere</a> dimostra il fatto che nella nostra epoca i sentimenti veri e genuini sono una condizione <em>sine qua non</em> per una relazione duratura. In altre epoche non era importante amarsi davvero, ma era piuttosto necessario saper far &ldquo;buon viso a cattivo gioco&rdquo; e se si capiva di non amare pi&ugrave; il proprio partner bisognava far finta di niente e piuttosto vivere da separati in casa oppure da fratelli, ma senza procedere ad una separazione o ad un divorzio.</p> <p>Oggi i numeri sui divorzi parlano chiaro nel <strong>2014</strong> le separazioni sono state <strong>89.303</strong> e i divorzi <strong>52.335</strong>, il 76,2% delle separazioni e il 65,4% dei divorzi hanno riguardato coppie con figli<a href="ftn1" name="ftnref1">1</a> e per rispondere ad un bisogno crescente risulta importante non tanto restaurare l&rsquo;istituzione del matrimonio tradizionale quanto piuttosto trovare e creare <strong>un modo nuovo di vivere insieme e crescere i propri figl</strong>i.<a href="ftn2" name="ftnref2">2</a></p> <p>Per approdare ad un nuovo modello per&ograve; si rende necessario vivere la separazione in modo &ldquo;completo&rdquo; sia dal punto di vista razionale sia dal punto di vista emotivo. Razionalmente, spesso, le persone sono disponibili a prendere accordi, a suddividere gli impegni dei figli e si dimostrano disponibili, nei migliori dei casi, a prendere decisioni; ma purtroppo non si pu&ograve; dire lo stesso per quanto riguarda la parte emotiva. Se pensiamo alla separazione come ad un evento tragico e di rottura con un equilibrio precedente &egrave; anche necessario immaginare di affrontare e vivere appieno le emozioni del momento per poter poi ricomporre ci&ograve; che si &egrave; frammentato.</p> <p>Spesso capita che questa fase sia saltata o semplicemente omessa per buttarsi a capofitto in una nuova vita, in una nuova relazione o addirittura in una nuova famiglia, senza dar il tempo a s&eacute; stessi, al partner e ai figli di &ldquo;prendersi cura&rdquo; della separazione come evento significativo. Spesso si liquida la separazione come qualcosa che succede a molti altri, come una condizione diffusa, quasi normale ma dovremmo chiederci se basta questo per accettarla con disinteresse e superficialit&agrave;.</p> <p>La <strong>separazione</strong> &egrave; un tempo di riflessione, doloroso e di bilancio sul modo di essere coniugi e <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/" target="blank" rel="noopener" title="genitori" data-wpil-keyword-link="linked">genitori</a>. Si rende necessario abbandonare un passato rassicurante seppur insopportabile per proiettarsi in un futuro incerto seppur desiderabile. Separarsi richiede molto tempo e il periodo tra il momento in cui si prendono le decisioni e quello in cui le si mette in pratica &egrave; pieno di incertezza e sofferenza.&nbsp;<strong>I figli vivono questi momenti di rimbalzo riflettendo i sentimenti degli adulti,</strong> spesso hanno paura di diventare invisibili, di essere sradicati dalla propria vita, di perdere la propria storia e trovarsi immersi in un conflitto troppo grande per loro che nemmeno capiscono fino in fondo. Le loro reazioni pi&ugrave; comuni alla separazione possono essere la voglia di riunire chi &egrave; diviso; <strong>il trarre vantaggio dalla separazione; l&rsquo;alleanza con una parte o l&rsquo;altra a seconda dell&rsquo;interesse.</strong></p> <p>&nbsp;</p> <p><em><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/figlioseparato.jpg" width="900" height="601" />I<strong> genitori cosa possono fare?</strong></em></p> <p>Ragionando &ldquo;a tavolino&rdquo; &egrave; piuttosto semplice individuare delle buone prassi e ve ne elenchiamo solo alcune tra le pi&ugrave; importanti:</p> <ul> <li>Non coinvolgere i figli nel conflitto di coppia</li> <li>Mantenere come obiettivo comune l&rsquo;educazione dei figli</li> <li>Dare la giusta attenzione alle esigenze dei figli durante la loro crescita</li> <li>Assumersi la responsabilit&agrave; delle proprie scelte e spiegare ai figli l&rsquo;evento separativo in modo chiaro, sempre rispettando la loro et&agrave; e la loro capacit&agrave; di comprendere</li> <li>Concordare e rispettare i mezzi che ciascun <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="genitore" data-wpil-keyword-link="linked">genitore</a> adotta per gestire la quotidianit&agrave; con i figli</li> <li>Consentire al <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/232-lettera-a-mio-figlio/" target="blank" rel="noopener" title="figlio" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="261">figlio</a> l&rsquo;accesso alla storia di entrambe le famiglie di origine.</li> </ul> <p><em>Ma &egrave; davvero possibile tutto questo?</em> Probabilmente non &egrave; solo possibile, quanto piuttosto <strong>indispensabile</strong> e anche se pu&ograve; sembrare cos&igrave; complicato &egrave; lo sforzo che viene richiesto ai genitori in via di separazione o divorzio. <strong>Per poter affrontare i figli</strong>, spiegando loro cosa sta succedendo, &egrave; necessario che i due partner si emancipino dalle loro convinzioni, spesso distruttive e facciano un passo indietro per poter osservare con sguardo un p&ograve; meno coinvolto quello che accade. Quanto spesso accade di sentire uno dei due affermare &lt;&lt;<em>Deve soffrire come ho sofferto io&gt;</em>&gt;, oppure &lt;&lt; <em>Devo distruggere mia moglie/mio marito</em>&gt;&gt;. In presenza di tanto odio e rabbia &egrave; veramente difficile pensare e prendersi cura dei figli che vengono travolti, anche inconsapevolmente, nel turbinio degli eventi. <strong>Prepararsi a parlare con i figli pu&ograve; servire anche ai genitori per provare ad assumere una posizione meno coinvolta e ragionare sul da farsi.</strong> Fintanto che si rimane sul conflitto e immersi in esso non si pu&ograve; costruire nulla, ma se si trova la forza o meglio il modo per guardare al conflitto in una prospettiva diversa, cambiando punto di vista, si possono spostare tutte le forze utilizzate nella distruzione del partner per creare un nuovo modo di stare sia con lui sia con i propri figli.</p> <p>Ottavia Re Fraschini e Sara Rimoldi di Promesis Mediazione&nbsp;</p> <p><a href="ftnref1" name="ftn1">1</a> Dati Istat 12 novembre 2015</p> <p><a href="ftnref2" name="ftn2">2</a> Silvia Vegetti Finzi, <em>Quando i genitori si dividono,</em> Mondadori, 2005</p>