La mia separazione
<p><img src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/marriagegengle.jpg" alt="" width="1152" height="768" />Ho pensato e ripensato a come scrivere la mia storia, in fondo noi già ci <a href="/blog/autore/13/ramona-oliva">conosciamo</a>, avete letto della mia storia in altri articoli apparsi su <a href="/blog/">Gengle</a>. Vi ho parlato delle mie <a href="/blog/132/il-barattolo-della-felicita-/">emozioni,</a> di quello che prova una <a href="/blog/128/arrivano-i-trentenni-/">donna gengle</a>, ma non vi ho mai parlato della mia storia.</p> <p> </p> <p><strong>Quando ha avuto inizio la mia?</strong> Dal giorno in cui tutto cominciò o dal giorno in cui tutto ebbe fine? Ho trovato la risposta ed ho capito che la mia e forse anche la vostra sta nel mezzo, nei momenti in cui vivevamo felici e non sapevamo che sarebbero stati gli ultimi.</p> <p> </p> <p><strong>Avevo 19 anni</strong> quando lo conobbi, non credevo fosse l'uomo che avrei scelto per la vita e non sapevo che quella vita l'avrei rimpianta per il resto dei miei giorni.</p> <p> </p> <p><strong>Andammo a convivere quando avevo 21 anni</strong>, mi sentivo forte invincibile avrei potuto spostare il mondo, ma volevo viverlo e avevo deciso di farlo con lui, da un lato eravamo, noi dall'altro ognuno aveva la voglia di realizzare i propri sogni non sapevamo però che lo stavamo facendo su due binari paralleli: quei sogni non si sarebbero mai incontrati.</p> <p>Più tardi nacque il desiderio di avere un <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figlio" data-wpil-keyword-link="linked">figlio</a>, ma per noi non sarebbe stato facile: “hai l'endometriosi” - mi dissero- , una malattia che colpisce molte donne, la mia era stata diagnosticata molto tardi, rischiavo la sterilità, iniziò un lungo cammino fatto di sala operatoria, cure ormonali e tanta pazienza, insieme ad essa tanti troppi lunghi silenzi, finalmente arrivò il giorno in cui quel test di gravidanza si fece positivo, erano passati tre anni dal giorno della speranza e finalmente quel sogno diventava realtà. Iniziava per noi un cammino felice, -pensavo tra me e me, da lì la decisione di sposarci. <strong>Vittoria aveva il diritto di nascere in un matrimonio</strong> felice, quando nacque successe qualcosa. Io cambiai, diventai mamma; lui; ai miei occhi rimase sempre lo stesso, ma iniziarono le primi discussioni, più gli chiedevo di essere presente e più si allontanava, cercavo a tutti i costi un padre per mia <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/327-la-lettera-di-un-madre-separata-alla-figlia/" target="blank" rel="noopener" title="figlia" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="203">figlia</a> e lui lo era, ma non come me lo aspettavo io, ogni sera speravo tornasse a casa l'uomo che avevo idealizzato ma in realtà tornava sempre lui, e non andava bene niente, io lo rimproveravo e con il tempo imparò anche lui a rimproverare me, fino al giorno in cui ci ritrovammo seduti a quel tavolo e capimmo che non avevamo più nulla da dirci.</p> <p><img src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/dreamgengle.jpg" alt="" width="1152" height="768" /></p> <p>I <strong>sogni erano svaniti ed insieme a loro le valigie della vita si fecero vuote e si caricarono di dolore, un dolore difficile da sopportare ma molto facile da colpevolizzare, eravamo lì a cercare di capire di chi fosse la colpa senza sapere invece che avremmo dovuto cercare di alleggerire il peso che ognuno di noi portava addosso,</strong> che ci aveva segnato e non ci permetteva di essere più gli stessi. Così arrivò la decisione di tornare ad essere due sconosciuti anche se fino ad un attimo prima ci stavamo giurando amore eterno.</p> <p>Oggi abbiamo in comune lo stesso grandissimo obiettivo di far crescere la nostra figlia in serenità anche se la mamma e il papà hanno dimenticato come si fa.</p>