I GenGle si raccontano
<p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/FAMIGLIA.jpg" width="900" height="600" />Prima di parlare dei miei figli, vorrei raccontare la mia storia, e il motivo per cui con tutte le mie forze ho voluto evitare ai miei figli gli assistenti sociali, i tribunali e gli avvocati.</p> <p><strong>All'età di quattro anni,sono stata portata via dai miei genitori dagli assistenti sociali, avevano dei problemi, ma non ricordo o forse non ho mai saputo quali</strong>, sinceramente non ho molti ricordi del miei genitori insieme sotto lo stesso tetto, ricordo però il giorno in cui ci vennero a prendere io e mio fratello, per andare in una nuova famiglia - dicevano -. Stavo giocando nel salotto di casa mia e questa sconosciuta senza dire nulla mi prese in braccio e prese per la mano mio fratello, afferrarono uno zainetto e due valigie e ci portarono via dalla mamma e dal papà, senza dirci nulla, dicendoci solo che ci portavano da una nuova mamma e un nuovo papà, io piangevo, mi disperavo, i miei genitori non erano forse perfetti ma erano i miei genitori. Ci lasciarono in questa nuova casa con questi sconosciuti per un anno, e anche lì purtroppo non ricordo molto, ma a volte ci siamo visti anche di recente, perchè loro sono davvero brave persone.</p> <p><strong>Arrivarono nuovamente gli assistenti sociali, questa volta non ci 'rapirono' nel mezzo di un giorno qualunque, ma ci vennero a prendere dopo che i nostri <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/" target="blank" rel="noopener" title="genitori" data-wpil-keyword-link="linked">genitori</a> momentanei ci avevano preparato e vestito bene per l'occasion</strong>e. Non dimenticherò mai il tragitto in auto, guardavo fuori dal finestrino, troppo alto per me, che mi permetteva solo di vedere il cielo e i pali della luce, contai tanti pali della luce, sapevo contare solo fino a 20, e mi ricordo di aver contato tante volte fino a 20. Per me quel <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/viaggi" target="blank" rel="noopener nofollow" title="viaggio" data-wpil-keyword-link="linked">viaggio</a> in auto fu così tremendo, avrei voluto solo chiedere come mai non potessimo tornare a casa dalla mamma e il papà, sapevo solo che loro in quel periodo erano in difficoltà chi per un motivo chi per l’altro, ma ero certa che avrebbero potuto prendersi cura di noi.</p> <p><strong>Non chiesi, e gli assistenti non dissero nulla, quando arrivammo alla nuova casa ci chiesero solo se eravamo felici. “Di cosa pensai? Di cambiare casa e saltare da uno sconosciuto ad un altro?</strong>” Non capii questa domanda, ma poi ci dissero che lì saremmo rimasti stabilmente e questo già fu un buon segnale, non sono mai stata una che ama i cambiamenti fin da piccola, e cambiare i genitori non rientrava proprio nelle cose che mi facevano piacere.</p> <p><strong>La "nuova "famiglia aveva già una figlia, all'inizio ci fu un po’ di gelosia, ma ad oggi è mia sorella a tutti gli effetti.</strong> Ci accolsero benissimo, sia i genitori che gli abitanti del paese e tutta la loro famiglia. Abbiamo acquisito nuovi zii e cugini. Ci hanno sempre trattato come membri della famiglia ,non li ho mai sentiti dire che non eravamo i <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> o parte della famiglia. Tutt'ora si organizzano <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/pranzi" target="blank" rel="noopener nofollow" title="pranzi" data-wpil-keyword-link="linked">pranzi</a> per vederci e si sta insieme per le feste.</p> <p><strong>Ricordo che dopo qualche anno iniziarono i week end alternati a casa dai miei genitori, dal sabato pomeriggio alla domenica sera</strong>. Non so come dirlo, ma non ricordo un gran che, e non so se sia un bene o male.</p> <p><strong>Sono passati sei lunghi anni di vita felice in quella nuova famiglia, e quando le cose si stabilizzarono, fu il momento di tornare a casa, dalla nostra vera mamma, ma se potessi tornare indietro non sarei mai tornata a casa da mia mamma, perché la mia mamma affidataria mi ha cresciuto, conosceva me,il mio carattere</strong>. Però ero legata a mio fratello maggiore e ho seguito lui .</p> <p><strong><img src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/pregnant.jpg" alt="" width="1152" height="768" />Quando arrivammo a casa mia mamma ci comunicò di essere in attesa di una bimba, e ci disse che sarebbe stato bello poter fare i fratelli maggiori e aiutarla proprio come una vera famiglia</strong>. Ero contenta ma allo stesso tempo mi dispiaceva perché da lì a poco io sarei passata nuovamente in secondo piano, e mi sono sentita anche molto poco importante, come era possibile che non avesse potuto avere tempo per noi, ma aveva avuto tempo di fare un'altra bambina?</p> <p>Finita l'estate ho dovuto cambiare scuola e lì emotivamente sono un pò crollata,perché per me è sempre stato difficile integrarmi.</p> <p><strong>Ai miei figli ho evitato gli innumerevoli incontri con gli assistenti sociali, dove ti fanno fare disegni, oppure ti chiedono se vuoi bene alla mamma e il papà, gli avvocati,tribunali</strong>. Avendolo vissuto in prima persona sono contenta di aver affrontato tutto abbastanza serenamente con il padre cercando di mantenere la calma davanti a loro. Ovviamente i primi tempi ci sono stati degli scontri, ma le liti so per esperienza che non portano a nulla, e non vorrei mai sentire che i miei figli raccontano a scuola o ad altri che i loro genitori si insultano! Ora che è passato un po' di tempo e le acque si sono calmate, ci sono volte che usciamo tutti e quattro insieme, e che sono fiera di come abbiamo gestito la situazione.</p> <p>Quel che posso dire,è qua a concludo, io mi ritengo fortunata ad aver trovato una famiglia che ha accolto due bambini sfortunati, e la loro presenza tutt'ora mi conforta.</p> <p> </p>