Una mamma per amica
<h3 class="Standard" align="center"><em><iframe src="https://www.youtube.com/embed/so6dGInPBOE" width="600" height="338" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br /></em></h3> <h3 style="text-align: left;">Storia di una GenGle come noi</h3> <p><strong>È una di quelle serie televisive che ho amato fin dalla prima puntata</strong>, come è sicuramente capitato al maggior parte delle donne con figlie femmine. Questo giustifica il grande successo della serie e il fatto che, quando si parla delle <em>Gilmore</em>, tutti sanno a chi ci riferiamo. Lorelai e Rory hanno conquistato i cuori di tutti con le loro vicissitudini nella piccola cittadina di Stars Hollow. Lei, madre <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/single" target="blank" rel="noopener nofollow" title="single" data-wpil-keyword-link="linked">single</a>, si occupa della figlia in modo autonomo e non senza difficoltà, fronteggiando le problematiche di tutti i giorni armata di un umorismo accattivante. Una famiglia ricca e molto conservatrice alle sue spalle, un giovane padre che non è riuscito a sopportare il peso di una maternità inaspettata, diversi lavori per l'indipendenza economica e una figlia da educare, un po' come mamma ma anche come amica. Gli <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2022/06/03/padri-separati-effetti-separazione-uomini/" target="blank" rel="noopener" title="uomini" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="10">uomini</a> fanno da sfondo in questa storia, tra premature infatuazioni della giovane Rory e le storie d'amore più complesse della madre. Ci sono anche un nutrito numero di amici, personaggi strampalati e situazioni buffe da gestire, che rendono la serie sempre molto fresca e divertente. Un elemento caratteristico è proprio questa <strong>voglia di affrontare la vita con positività</strong>, cercando di fronteggiare i problemi con un umorismo meravigliosamente dosato, che permette a Lorelai di schermare le difficoltà, costruendo la sua personalissima corazza, ma con il sorriso sulle labbra. Però la vera forza, quella che ci ha tenuto incollate allo schermo, è il rapporto che si crea, puntata dopo puntata, in questa famiglia meno convenzionale. La capacità di Lorelai di educare sua figlia, al di fuori dei consueti schemi familiari, e di inventarsi un ruolo di <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/327-la-lettera-di-un-madre-separata-alla-figlia/" target="blank" rel="noopener" title="madre" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="133">madre</a> così diverso dal modello con cui era stata educata. Un lavoro che ognuna di noi, che rientra nella categoria meno fortunata di <em>donna adulta con madre complessa alle spalle</em>, cerca di portare avanti lavorando prima di tutto su se stessa.</p> <p><strong>Per fare la mamma nessuno ti consegna il libretto di istruzioni.</strong></p> <p>C'è chi si inventa un modello proprio, chi si ispira a situazioni giù vissute e chi invece si sente questo istinto primordiale nella pancia. Le scuole di pensiero principalmente sono due: c'è chi si immedesima di più nel ruolo canonico della mamma, quindi ponendosi come riferimento e come arbitro insindacabile di situazioni che richiedono una presa di posizione più matura e decisa e poi c'è chi non resiste alla fusione dei ruoli tra madre e amica, un po' adulta ma a volte complice quasi adolescenziale. F<strong>ino a quanto sia giusto spingersi nella confidenza con i <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> non è facile a dirsi. Spesso siamo noi stesse che abbiamo bisogno di loro più di quanto loro ne abbiano di noi.</strong> Soprattutto quando il numero di genitori scarseggia in famiglia e ci si ritrova da soli a dover gestire situazioni complesse. Nel caso di famiglie numerose, si tende a caricare di responsabilità il primogenito, sottoponendolo ad un eccessivo stress e catapultandolo in modo anticipato in realtà troppo complesse. Altre volte si tende a viziare e accontentare in ogni cosa il <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/232-lettera-a-mio-figlio/" target="blank" rel="noopener" title="figlio" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="263">figlio</a> unico, concentrando tutte le energie e le attenzioni nell'ultimo baluardo certo di famiglia che ci è rimasto.</p> <p>Non sono scelte facili e non sono nemmeno dettate dalla razionalità. Crescere i figli è una delle imprese più difficili da portare a termine, a maggior ragione quando si fa da soli. Noi possiamo solo cercare di fare del nostro meglio, giorno dopo giorno, ascoltandoli e osservandoli non come figli ma come persone che stanno cercando di trovare la loro strada. Accompagnarli e aiutarli ad orientarsi è il nostro compito più importante, che ognuno di noi cercherà di fare al massimo delle proprie possibilità. E delle personali fragilità. <strong>Non siamo perfetti, siamo <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/" target="blank" rel="noopener" title="genitori" data-wpil-keyword-link="linked">genitori</a> single. </strong>Sicuramente un happy ending come questo sarebbe davvero un sogno ad occhi aperti...</p> <p style="text-align: center;"><iframe style="font-size: 18.4px; line-height: 1.4;" src="https://www.youtube.com/embed/fy4jM5YkRM" width="600" height="338" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p> <p> </p> <p> </p> <p> </p>