Lettere a Gengle
<p><img src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/vedovanzaricordo.jpg" alt="" width="1151" height="768" /></p> <p> </p> <p>Cara Gengle,</p> <p>provo a scrivere un pezzo della mia storia, nel tentativo di esorcizzare il mio dolore e renderlo così più lieve.</p> <p>Mi chiamo Maria, mamma "attempata" e felice di Marcello, 18 mesi di allegria e dolcezza, e orfana di Carlo, che se ne è' andato un anno fa, quando il nostro bambino aveva sette mesi. Non e' passato un giorno senza che non rimanessi in attesa di una sua parola, di una sua telefonata, non sono mai riuscita a metabolizzare la sua morte.</p> <p><strong>Quando guardo mio figlio, </strong>una pena infinita mi stringe il cuore,i l sapere che non potrà mai vivere suo padre, avere una figura maschile di riferimento, una parola di conforto, quelle che solo i padri sanno dare ai <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> maschi. <strong>Non so se ne sarò all'altezza</strong>, vivo ogni giorno navigando a vista, spero che sia molto lontano il giorno che mio <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/232-lettera-a-mio-figlio/" target="blank" rel="noopener" title="figlio" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="266">figlio</a>, guardando i suoi amichetti, mi chiederà: "ma perché un babbo non ce l'ho?”</p> <p>Nel mentre, cerco di godermi al massimo ciò che mio figlio mi regala ogni giorno, i suoi gesti,i suoi sorrisi, ma soprattutto sapere che un pezzo di suo padre vive in lui, questo mi consola un pò.</p> <p>Grazie per l'ospitalità'e per aver ascoltato ’ascolto dela mia storia</p> <p>Maria </p>