Quello che considero solidarietà.

<p><img src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/solidarieta.jpeg" alt="" width="890" height="593" />Vi voglio raccontare una storia, la storia di un&rsquo;azienda di Piacenza Sei due sei s.r.l, Jamesross che importa abbigliamento da lavoro e promozionale.&nbsp; Avete presente polo, felpe, quelle che vedete ricamate nelle aziende con il logo? Ecco, questo genere di abbigliamento</p> <p>Due giorni dopo il terremoto, senza dire nulla a nessuno, senza fare un comunicato stampa approfittando del gesto altruistico, il titolare dell&rsquo;azienda ha spedito un primo carico di 12 pallets per 6000 capi che sono stati caricati subito sui mezzi della protezione civile e consegnati il giorno seguente nei luoghi dell&rsquo;emergenza. A tre giorni dal terremoto hanno ripetuto l&rsquo;operazione per un totale di 13.000 capi.</p> <p>Si sono limitati a mandare una mail agli agenti di vendita chiedendogli di verificare l&rsquo;effettiva disponibilit&agrave; degli articoli prima di vendere i prodotti alle ditte causa grossa assenza di articoli dal magazzino.</p> <p>Sono venuta a conoscenza di questa storia solo perch&egrave; una mia amica &egrave; loro agente di commercio.</p> <p>Queste cose riempiono il cuore di gioia, non c&rsquo;&egrave; stato fatto un &lsquo;caso&rsquo; sopra, non sono stati interpellati amministratori delegati, avvocati, o altri organi che avrebbero potuto rendere complicato il procedimento. &Egrave; stato fatto. Punto.</p> <p>Spesso quello che si fa lo si fa per dovere, o per un ritorno, spero che questo caso sia d&rsquo;esempio a tutti noi, un fatto anonimo che sicuramente ha voluto dire tanto per tante persone.</p>