La mia famiglia allargata
<p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/donnasolitaria.jpeg" alt="" width="600" height="338" /></p> <p>Quando il mio ex se ne andò di casa trascorsi un periodo della mia vita chiusa in una bolla, e lo ricordo bene anche se agli occhi degli altri sembravo assente.</p> <p>Era quel periodo in cui sapevo che dovevo prendere delle decisioni, la mia vita era cambiata in un giorno e nella sera stessa in cui se ne andò e voltandomi le spalle mi disse "In bocca al lupo" io sapevo che dovevo decidere cosa fare della nostra vita: la mia e quella di mia figlia.</p> <p>Al contrario di ogni mia aspettativa vivevo i miei giorni nell'attesa, rimandavo il mio appuntamento con la mia nuova vita perché non ero io, non potevo decidere se ne anch'io sapevo quello che volevo, ma sapevo perfettamente ciò che non volevo.</p> <p>Non ci volevo vivere in quella casa, soprattutto perché avrei dovuto accettare un aiuto economico da parte di mia <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/327-la-lettera-di-un-madre-separata-alla-figlia/" target="blank" rel="noopener" title="madre" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="142">madre</a> e non volevo essere di peso a nessuno, dovevo farcela con le mie gambe e non appena fossi stata pronta lo avrei fatto. Cosa? Prendere una decisione. Quando si deve ricominciare da se stessi, da dove si ricomincia? Semplice, comprando un letto.</p> <p>La proposta arrivò da mio cognato in un pomeriggio in cui gli spiegavo che dopo un anno in cui cercavo di sopravvivere era arrivato il momento di vivere, così mi chiese di andare a vivere con loro.</p> <p>Le mie paure furono tante, direi tantissime. Avevo trovato la mia indipendenza, il mio equilibrio con Vittoria, ma facevo anche una vita sregolata dove per me non esisteva né il <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/pranzi" target="blank" rel="noopener nofollow" title="pranzo" data-wpil-keyword-link="linked">pranzo</a> né la cena, dopo che mettevo a dormire mia figlia mangiavo lacrime e divano davanti ad una televisione muta; in casa si sentiva solo il suono dei miei singhiozzi. Avevo sviluppato una mania nei confronti del mio giardino che non riuscivo ad andare a dormire se prima non avevo spazzato via tutte le foglie, il silenzio della sera riusciva a calmarmi.</p> <p>Capì che non potevo più vivere così e magari in compagnia di mia sorella, mio cognato e mia nipote avrei sicuramente ricominciato a respirare.</p> <p>Iniziava per me un nuovo percorso, la paura fu tanta, ma la voglia di prendere di petto la mia vita fu decisamente più forte.</p> <p>La forza di chiudere tutto negli scatoloni continuava a darmela lei, la mia Vittoria che aveva diritto ad avere una madre serena e forse quello era il momento migliore per iniziare a lavorarci su</p> <p>Il giorno dopo che traslocai dissi a mia sorella che era appena iniziata l'avventura più folle della nostra vita.</p> <p>Siamo una famiglia decisamente anomala dove i nuclei famigliari sono due, ma molto spesso tendiamo a dimenticarlo: i continui battibecchi tra mia sorella e mio cognato, mi ricordano quanto io sia fortunata a non dovermi più sottoporre a questa tortura. Quando andiamo a fare la spesa la nostra cassiera di fiducia si fa sempre una domanda quando è costretta a passare i 6 litri di latte che acquistiamo ogni volta, non si sa mai dovessimo restare senza. Alla fine glielo abbiamo spiegato.</p> <p>La mattina c'è un via vai di gente che entra ed esce dalla cucina, per non parlare dei gatti e del <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/cani-ammessi" target="blank" rel="noopener nofollow" title="cane" data-wpil-keyword-link="linked">cane</a> che ci guardano dal lato della loro cuccia chiedendosi ancora oggi dov'è che andiamo così di fretta tutte le volte. La sera è un momento di riunione e condivisione che ancora oggi faccio fatica ad accettare per questo mio rifiuto nei confronti della tavola, ma si sa ai <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> bisogna dare il buon esempio ed in questo mia sorella mi è di grande aiuto.</p> <p>La mia mania? Quella di dover avere tutto perfettamente in ordine non sono riuscita a farla loro, così mi limito alla mia perfezione negli spazi miei e di Vittoria in cui ci troviamo benissimo.</p> <p>Quando lei va dal papà ci sono loro a ricordarmi che sono viva, fosse per me mi butterei sul letto a guardare il soffitto, loro no. Per quanto sia difficile trovare un equilibrio in una convivenza fatta di persone diverse, due cugine che vivono come sorelle, ma con due educazioni diverse, posso dire di aver ritrovato me stessa. Ho avuto il tempo di capire cosa volevo dalla vita, il tempo di accettare una separazione che avevo cercato di allontanare il più possibile da me stessa, ho avuto la possibilità di conoscere persone nuove, il vicino di casa “figo”, le amiche con cui condividere una serata e ricordarmi di essere donna oltre che essere mamma, la voglia di dedicarmi al secondo lavoro, il tempo di spiegare a mia figlia perché improvvisamente eravamo solo io e lei.</p> <p>Oggi affronto i miei giorni con tutta la confusione di cui siamo capaci, non potevo più gestire la mia vita così, ho lasciato che ogni cosa prendesse il proprio posto da sola, e ho lasciato che la mia persona s'inserisse perfettamente in ogni angolo, in quella prospettiva da dove potevo si guardare ogni cosa, ma lasciare anche che ogni cosa diventasse parte di me.</p> <p> </p> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/cucina.jpeg" alt="" width="600" height="400" /></p>