Cosa mi è successo quando mi sono separata
<p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/Genitorisingle.jpg" width="900" height="675" /></p> <blockquote><strong>"Il mondo continuava ad andare veloce, i bambini crescevano, e io rimanevo lì <br /></strong><strong>impassibile al tempo, nel mio silenzio interno a valutare il danno subito"</strong></blockquote> <p><strong>Quando ho realizzato che mi sarei separata</strong>, che non sarei più stata un intero con la mia famiglia ho avuto giorni, forse mesi di sgomento, avevo perso tutti i miei punti fermi, i miei riferimenti familiari stavano mutando alla velocità della luce e io mi sentivo come un pezzo rotto in un meccanismo funzionante.</p> <p><strong>Il mondo continuava ad andare veloce</strong>, i bambini crescevano, e io rimanevo lì impassibile al tempo, nel mio silenzio interno a valutare il danno subito. Cercavo dentro di me qualcuno che mi parlasse che mi dicesse cosa era successo, ma nessuno ha mai risposto, il vuoto ed il silenzio invadevano tutto all'interno di me. Mi osservavo stupita, con che tranquillità mi prendevo cura dei bambini e delle normali attività giornaliere, mi stupivo di come pur non essendo presente nel mio corpo riuscissi a far fronte a tutto. <strong>Mi sono cercata ovunque</strong>, e il fatto di non trovarmi mi ha fatto sentire proprio come un bambino quando perde di vista la mamma, ho capito quanto possa far paura, quanto possa far piangere. Non si ha dolore nel corpo, è l'anima che apaticamente si rassegna ad un dolore che avvolge tutto dal cervello allo stomaco. Sono andata in vacanza, ho organizzato le feste di compleanno dei bambini, ho partecipato a <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/cene" target="blank" rel="noopener nofollow" title="cene" data-wpil-keyword-link="linked">cene</a> di classe e riunioni di lavoro come davanti ad una tv senza audio, e la cosa ancor più sconvolgente è che in quel silenzio, in quello scudo cosmico che avevo creato iniziavo a sentirmi bene, una solitudine ed un silenzio ovattati, sentivo solo la mia voce disperata chiedere di alla me cosciente di tornare presente, di riappropriarsi della propria vita e smettere di farsi trascinare come su un tapis roulant.</p> <p><strong>Poi un giorno il tapis roulant che ha portato avanti in questi giorni il tuo corpo</strong>, nell’attesa che tu tornassi finisce, si ferma, svanisce, non so come ti ritrovi con i piedi per terra e ti accorgi che la vita va avanti, che i <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> crescono e tu te lo stai perdendo affogando nel tuo stesso dolore, e decidi di reagire, decidi di rialzarti, di ripartire, di rimettere insieme i tuoi pezzi di darti una nuova vita, perché alla fine siamo nell'epoca del riciclaggio e ti rendi conto che non sei poi così da buttare via anche te. Torni a sorridere, e ti stupisci di quanto quella sensazione sia piacevole, torni ad abbracciare i tuoi <a class="wpilkeywordlink" href="http://gengle.it" target="blank" rel="noopener" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> con la consapevolezza che quell’amore durerà in eterno e che nulla potrà spezzarlo, neanche il dolore più grande, e così prendi un bel respiro e soffi via tutta la tristezza, prendi la rincorsa e fai un bel tuffo nella vita: la tua!</p> <p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/wxigW4QCgbc" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>