Cosa voglio dalla vita?
<p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/solitudineranabollita.jpg" width="900" height="600" /></p> <p><a href="/blog/264/quale-scelta/">Quali scelte?</a> <strong>Quando mi guardo dentro e voglio capire chi sono e cosa voglio dalla vita non è sempre così facile capirlo, non trovate?</strong></p> <p><strong>Potremmo essere diventati una persona che non ci piace</strong> o che mai avremmo voluto diventare. <br />Potremmo essere stati colpiti dalla “sindrome della rana bollita” senza accorgercene. Questa sindrome colpisce più persone di quante pensiate ed è molto grave.</p> <p>Pensate se noi mettessimo una rana in un pentolino di acqua bollente: lei salterebbe fuori all’istante. Ma se noi mettessimo una rana in un pentolino di acqua fredda ed accendessimo il fuoco la rana rimarrebbe nell’acqua fino a bollire con essa, perché qualora si accorgesse che l’acqua è bollente non avrebbe più la forza di saltar fuori. Questa potente metafora ci ricorda che anche noi <strong>bolliamo nella nostra acqua di abitudini, routine, accondiscendenza, senza rendercene conto</strong>. Ma quando vogliamo capire chi siamo davvero, potremmo essere già bolliti</p> <p>Se siamo colpiti da questa sindrome allora fare le scelte giuste che rispecchiano la persona che vogliamo essere e i nostri valori è più difficile. Se invece ne siamo immuni o se riusciamo a sfuggirle e riusciamo a capire cosa desideriamo davvero dalla vita, fare scelte adatte sarà più semplice.</p> <p>Prendiamo ad esempio la <strong>separazione</strong>: certo se stiamo bollendo nell’acqua dell’odio, della sofferenza e delle vendette, allora non avremo dubbi su come affrontare la questione. Ma se abbiamo qualche dubbio sull’acqua che ci bolle intorno, forse potremmo ponderare meglio le nostre scelte. Forse potremmo decidere che siamo persone che hanno voglia di affrontare una sfida così gravosa come il dialogo, il rispetto, il confronto. Forse siamo in grado da soli di capire che questo è il momento giusto per noi, che siamo pronti a sederci a fianco del nostro o nostra ex partner, che possiamo e dobbiamo discutere con lui o lei le questioni riguardanti i nostri <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a>. Possiamo essere le persone che sempre avremmo voluto diventare e prenderci le responsabilità di ciò che ci accade nella vita, nel bene e nel male. Potremmo arrivare a dirci: “<em>Brava, ce l’hai fatta!E’ stato difficile ma sei riuscita!</em>”, oppure “<em>Bravo! Sei in grado di farlo anche da solo</em>!”.</p> <p><strong>Queste soddisfazioni personali saranno impareggiabili.</strong></p> <p>Se riusciremo anche a sederci a fianco del nostro o della nostra ex partner probabilmente saremo nella stanza di mediazione. Un luogo che avremo deciso di frequentare proprio perché le persone che siamo hanno deciso di abbassare le armi ed affrontare la vita in modo civile, mettendosi in <a class="wpilkeywordlink" href="https://giochi.ai/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="gioco" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="378">gioco</a>, senza aspettare che <strong>le decisioni ci piovano dal cielo</strong> e <strong>senza recriminare all’altro problemi ed incomprensioni</strong>. Se scegliamo di andare in mediazione ci mettiamo nella posizione di chi, insieme, all’altra parte, inizia a parlare dei problemi non come se fossero degli scogli insormontabili, ma come se fossero sfide da affrontare. Ci mettiamo nell’ottica della <strong>collaborazione</strong>, del dialogo, del rispetto e dell’ascolto. Se ci pensiamo bene questi sono i valori con cui stiamo crescendo i nostri <a class="wpilkeywordlink" href="http://gengle.it" target="blank" rel="noopener" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a>. E allora perchè non ripristinarli anche da adulti? Dando l’esempio ai bambini e comportandosi da adulti consapevoli? Perché scegliere un’altra strada e non proprio la mediazione?</p> <p><strong>Raccontateci il vostro percorso personale</strong>, fateci sapere se per voi la scelta è questa. Siete stati colpiti dalla sindrome della rana bollita? Anche di questo si può parlare nella stanza di mediazione.</p> <p>L’incoraggiamento da parte di noi mediatrici è quello di partire dalle vostre risposte! Di capire qual è la vostra strada e se si incrocia con la nostra, l’invito è quello di conoscerci e di partecipare.</p> <p>Ottavia Re Fraschini e Sara Rimoldi di Promesis</p> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/mediazione.jpg" width="900" height="600" /></p>