Quando sentiamo parlare di famiglie ricomposte, allargate, ricostituite a cosa pensiamo?
La famiglia allargata
<h1><ins><strong><img alt="" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/NUOVAFAMIGLIA.jpeg" style="height:600px; width:900px" /></strong></ins><ins><strong>Quando sentiamo parlare di famiglie ricomposte, allargate, ricostituite a cosa pensiamo?</strong></ins></h1> <p>Dove vola la nostra mente? Ad un’immagine bella, positiva, creativa oppure ad una brutta immagine, a problemi inverosimili, a fatiche, a conflitti di lealtà? Certo potrebbe essere entrambe le cose, no? Dipende da come siamo abituati a dirigere la nostra vita, non pensate? Se siamo persone resistenti e combattive allora vedremo nel cambiamento della nostra famiglia una possibilità; altrimenti, se siamo persone affaticate, ferite, profondamente frustrate da una situazione che magari non abbiamo scelto, allora tutto ciò ci farà profondamente paura.</p> <blockquote><strong>"Quando sentiamo parlare di famiglie ricomposte, </strong><br /> <strong>allargate, ricostituite a cosa pensiamo?"</strong></blockquote> <p><strong>Ma è così semplice?</strong></p> <p>È tutto riducibile a questo? Oppure il nostro essere persone ci rende più complessi, più articolati, con più sfumature? <strong>Se la nostra attitudine alla vita ci porta a reagire, è sempre facile farlo? </strong>Spesso guardiamo alle persone forti con un po&39; di invidia, come se loro non facessero grandi sforzi, come se noi fossimo incapaci, vittime della situazione. Non so se capita a molti, ma quello che ci viene raccontato nelle sedute di mediazione familiare spesso è questo. Nonostante tutto però, sia per le persone reattive sia per quelle più affaticate la famiglia ricomposta è qualcosa di nuovo, non solo a livello personale, ma piuttosto a livello sociale, culturale e di pensiero. Qualcosa sicuramente di complesso, che potrebbe anche apparire, ad occhi esterni, quasi caotica; che ha le sue problematiche, ma che, non sono maggiori rispetto a quelle della <strong>famiglia nucleare,</strong> solo diverse. E come tutti i problemi occorre essere pronti a riconoscerli per poi affrontarli. La famiglia tradizionale ha un non so che di rassicurante, di prevedibile, di programmato; <strong>la famiglia ricomposta non ha nulla di tutto questo, piuttosto è radicale, imprevedibile, multiforme, numerosa</strong>. Tutto va inventato! E allora coraggio! Ognuno con le proprie risorse, con le proprie debolezze, con le proprie paure e con le proprie competenze! Con delicatezza, con rispetto, con altruismo ma anche con paura, fragilità e insicurezza. Perché questo nuovo progetto di vita non è scontato, ma è possibile! Perché lo possiamo fare come piace a noi, visto che non c’è nulla di già stabilito o certo. Di sicuro, però, non dipende solo da noi perché se abbiamo detto che queste famiglie sono numerose non c’è nulla di più vero.</p> <blockquote><strong>"La famiglia ricomposta non ha nulla di tutto questo, </strong><br /> <strong>piuttosto è radicale, imprevedibile, multiforme, numerosa"</strong></blockquote> <p><strong>Ma è anche vero che siamo noi gli adulti di riferimento, giusto?</strong> Siamo noi a dettare le regole del gioco e la strada da seguire, <strong>perché se i nostri <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> ci insegnano molto nella vita,</strong> ci sono cose che devono imparare da noi e solo da noi, attraverso il nostro esempio, la nostra guida e il nostro appoggio. Perché anche all’interno della famiglia più numerosa, con nuovi partner, <a class="wpilkeywordlink" href="http://gengle.it" target="blank" rel="noopener" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> di altri, nuovi fratelli, parenti acquisiti il nostro bambino potrà sempre avere una pacca sulla spalla e una rassicurazione: “Andrà tutto bene!”. Con questo non vogliamo banalizzare. Riuscire a stare in una famiglia pluricomposta richiede la capacità di essere flessibili e cooperanti, senza mai perdere di vista i bisogni dei bambini, che probabilmente potrebbero essere diversi da quelli dei “grandi”. Rendendo, forse, anche necessario fare insieme un bel disegno del nuovo nucleo familiare, così da chiarire ruoli e relazioni.</p> <p>E ora? Buon lavoro a tutti!</p> <p>Ottavia Re Fraschini, Sara Rimoldi, Promesis s.s.<img alt="" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/FAMIGLIAALLARGATA.jpg" style="height:600px; width:900px" /></p>