Mancato mantenimento dei figli. Alcuni rimedi all'inadempimento
<p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/MANCATOASSEGNOAIFIGLI.jpg" width="900" height="600" />Cari amici GenGle,<br />di recente alcuni di voi mi hanno chiesto di spiegare quali possono essere le “<em>giuste</em>” armi da usare al fine di convincere il proprio ex inadempiente a versare il <strong>mantenimento dovuto per i figli. </strong>Proverò a fornirvi una risposta quanto più esauriente, distinguendo tra <strong>tutela penale e civile</strong>.</p> <p><strong>È necessario ricorrere subito dinnanzi al Tribunale?<br /></strong>No. Come primo passo consiglio sempre di fare inviare una lettera di diffida e messa in mora, invitando il <strong>genitore inadempiente</strong> a versare il mantenimento arretrato, <u>comprensivo di rivalutazione I.S.T.A.T.</u> Molto spesso, l’effetto dissuasivo della lettera del vostro legale di fiducia potrebbe sortire gli stessi effetti di un ricorso davanti al giudice, con notevole risparmio di tempo. Per la rivalutazione I.S.T.A.T. è importante che vi ricordiate che se non richiesta tempestivamente, si prescrive nell’arco di 5 anni.</p> <p><strong>E se il mio ex non risponde o si rifiuta?<br /></strong>In tal caso, in virtù del provvedimento del Tribunale che regolamenta il mantenimento, sarà possibile agire in via esecutiva contro il vostro. A tal fine occorrerà notificargli dapprima un precetto di pagamento e successivamente scegliere tra gli strumenti individuati dal legislatore, quali il pignoramento dei suoi conti correnti, il pignoramento mobiliare ovvero immobiliare.</p> <p><strong>E se l’esecuzione è infruttuosa?<br /></strong>Se le azioni esecutive non hanno dato i frutti sperati non temete! Di recente, infatti, è stato istituito un apposito <strong>Fondo di solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno</strong>, a cui è possibile accedere. Occorre però sottolineare come tale possibilità risulta allo Stato “<em>ristretta</em>” esclusivamente ai <strong>soli coniugi separati.</strong> Ulteriore aspetto problematico riguarda la capienza del fondo pari a 500.000 per l’anno 2017.</p> <p><strong>Ci sono rimedi per prevenire futuri inadempimenti</strong>?<br />Ci sono anche rimedi previsti dal codice civile per garantire l’esatto adempimento delle obbligazioni di mantenimento, come, ad esempio, richiedere al giudice di disporre <strong>l’ordine diretto di pagamento</strong> al terzo debitore del coniuge inadempiente. Questi terzi, di solito, sono il datore di lavoro dell’ex ovvero il conduttore di un appartamento di sua proprietà. L’importante è che il terzo sia un debitore di una somma determinata, indipendentemente dal fatto che sia una prestazione periodica o meno. Il presupposto, come chiarito dalla Corte di Cassazione al fine di poter ottenere un ordine di pagamento diretto, consiste nell’idoneità del comportamento dell’ex inadempiente a suscitare dubbi sull’esattezza e regolarità del versamento in futuro del mantenimento. <br />In caso di inadempienza, inoltre, è possibile ottenere il <strong>sequestro dei beni</strong> dell’ex obbligato al mantenimento ai sensi dell’art. 156, comma 6 c.c.. Il vantaggio, rispetto al sequestro conservativo, è la necessità di dimostrare unicamente il fatto <strong>oggettivo dell’inadempimento</strong>, a prescindere dunque dalla dimostrazione del <em>periculum</em> in mora, ovvero la prova della gravità dell’inadempimento e/o l’intento di sottrarsi all’obbligo. Requisito necessario, tuttavia, è che vi sia già un provvedimento del giudice che stabilisca l’assegno di mantenimento.</p> <p>Qualora poi l’ex inadempiente sia proprietario di beni immobili, sarà possibile procedere all’iscrizione di <strong>ipoteca giudiziale sul bene</strong>, garantendo così il mantenimento futuro.</p> <p><strong>L’inadempimento può essere sanzionato penalmente?<br /></strong>Per alcune persone il rischio di una <strong>condanna penale</strong> è un deterrente ben più forte rispetto alle tutele civilistiche. Il codice penale prevede la possibilità di condannare il coniuge in caso di violazione degli obblighi di assistenza familiare. All’art. 570 c.p., comma 1, statuisce infatti che: “<em>Chiunque abbandona il domicilio domestico o, comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale o alla qualità di coniuge, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da centrotre a milletrentadue euro</em>.” Il successivo comma 2 chiarisce che “<em>Le dette pene si applicano congiuntamente a chi: 1 malversa o dilapida i beni del <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/232-lettera-a-mio-figlio/" target="blank" rel="noopener" title="figlio" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="298">figlio</a> minore o del coniuge; 2 fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore, ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge, il quale non sia legalmente separato per sua colpa</em>”.</p> <p>Occorre però fare un’ulteriore precisazione. La <strong>Corte di Cassazione</strong>, pronunciandosi sulla richiesta di condanna di un ex non sposato per il parziale versamento del mantenimento per il figlio minore, ha ritenuto l’art. 570, co. 2, c.p. non applicabile <strong>ai genitori non coniugati</strong>.</p> <p>Occorre altresì rilevare che, per venire condannato, il coniuge deve essere stato mosso dalla volontà di non adempiere e l’inadempimento deve essere considerato di non scarsa rilevanza.</p> <p><strong>È possibile fare sanzionare il <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="genitore" data-wpil-keyword-link="linked">genitore</a> inadempiente anche in sede civile?<br /></strong>Certamente. L’art. 709 ter c.p.c. prevede, infatti, che “…<em>In caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità di affidamento, può modificare i provvedimenti in vigore e può, anche congiuntamente:</em></p> <p><em>1<strong> ammonire il <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/" target="blank" rel="noopener" title="genitore" data-wpil-keyword-link="linked">genitore</a> inadempiente</strong>;</em></p> <p><em>2 <strong>disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore</strong>;</em></p> <p><em>3 <strong>disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti dell’altro</strong>;</em></p> <p><em>4 <strong>condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 75 € a un massimo di 5.000 € a favore della Cassa delle ammende</strong></em>”.</p> <p><strong>E se il mio ex vuole trasferirsi all’<a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/viaggi-all-estero" target="blank" rel="noopener nofollow" title="estero" data-wpil-keyword-link="linked">estero</a> per sottrarsi all’obbligo di mantenimento?<br /></strong>Non temete! Per il genitore inadempiente che è solito recarsi all’estero, <strong>la revoca del suo passaporto</strong> potrebbe <strong>essere un’arma decisamente efficace</strong>. L’art. 12, secondo comma, della legge 21 novembre 1967, n. 1185 e successive modifiche dispone infatti che: “<em>Il passaporto è altresì ritirato quando il titolare si trovi all’estero e, ad istanza degli aventi diritto, non sia in grado di offrire la prova dell’adempimento degli obblighi alimentari … che riguardino i discendenti di età minore…</em>”. A tal fine basterà non dare il proprio consenso al rilascio del passaporto o, qualora sia già stato dato, revocare il proprio consenso attraverso una semplice dichiarazione in questura. Quest’ultima dovrà individuare puntualmente l’inadempimento e il rischio di fuga e terminare con una dichiarazione del seguente tenore: <em>“revoco il mio assenso all’espatrio del sig./della sig.ra e chiedo il ritiro del passaporto, l’inibitoria all’utilizzo di ogni documento riconosciuto equipollente al passaporto ai fini dell’uscita dal territorio della Repubblica italiana, nonché l’adozione di ogni provvedimento atto ad impedirne l’uscita dal territorio nazionale</em>”.</p> <p>Questo strumento, ancora poco usato, può avere in numerosi casi un’importante effetto deterrente, inducendo il genitore inadempiente a versare il mantenimento.</p> <p><strong>La violazione degli obblighi di mantenimento ha effetti sull’affido?<br /></strong>Infine, la violazione costante degli obblighi di mantenimento potrebbero legittimare l’affido superesclusivo del figlio minore all’altro genitore ai sensi dell’art. 337 quater c.c..</p> <p>Avvocato Luigi Romano,<a href="http://www.studiolegalemartignetti.it/"> Studio Martignetti Romano</a></p> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/INADEMPIMENTOASSEGNOAIFIGLI.jpg" alt="" width="900" height="675" /></p> <p> </p>