Affidamento condiviso: addio alla prevalente collocazione dei figli?
<p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/BAMBINAINAFFIDAMENTO.jpg" alt="" width="900" height="676" />Cari amici<strong> Gengle</strong>, di recente giornali specialistici e non hanno posto in evidenza la scelta coraggiosa operata dal <strong>Tribunale di Brindisi</strong> di riformare le Linee guida per la sezione famiglia, operando una nuova lettura delle norme in tema di affidamento dei figli, maggiormente orientata a modelli paritetici di affidamento e ad un’effettiva bigenitorialità.</p> <p>Punto di partenza di tale rivoluzione è stata la presa di coscienza della mai avvenuta applicazione della riforma introdotta nel 2006, volta alla cristallizzazione del principio della corrispondenza della c.d. bigenitorialità al superiore interesse del minore, nonché del pregiudizio che il collocamento prevalente ha sui legami tra figlio e genitore non collocatario e sulla serena e corretta crescita dei figli.</p> <p>A sostegno di tale inversione di tendenza, il Tribunale brindisino richiama una copiosa dottrina internazionale che ha da tempo dimostrato l’esistenza di effetti pregiudizievoli sui bambini derivanti dalla “…<em>frequentazione di uno dei genitori per un tempo inferiore a un terzo del tempo totale</em>”, come abitudinariamente avviene nei casi di affidamento condiviso con collocamento prevalente presso un genitore, in cui al genitore non collocatario viene di solito concesso un diritto di visita da esercitarsi per 1 o 2 pomeriggi alla settimana e nei fine settimana alternati.</p> <p>A ben vedere, tale scelta coraggiosa trova altresì conforto in una precisa presa di posizione in ambito internazionale da parte del governo italiano, firmatario della risoluzione n°2079/15 del Consiglio d’<a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/europa" target="blank" rel="noopener nofollow" title="Europa" data-wpil-keyword-link="linked">Europa</a>, contenente espresso invito agli Stati membri ad assicurare l’effettiva eguaglianza tra genitori anche attraverso la promozione della c.d. “shared residence”, definita quale “…<em>forma di affidamento in cui i figli dopo la separazione della coppia genitoriale trascorrono tempi più o meno uguali presso il padre e la madre</em>”.</p> <p><strong>Ma in cosa consistono i principali aspetti operativi di questa rivoluzione?</strong></p> <p>In primis nella <strong>soppressione della figura del <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="genitore" data-wpil-keyword-link="linked">genitore</a> collocatario</strong>, con conseguente venir meno delle statuizioni in ordine all’<strong>assegnazione della casa familiare</strong>. La casa familiare, pertanto, ritornerà nella disponibilità del suo proprietario esclusivo, ovvero, qualora sia in comproprietà, “…<em>si valuterà quale sia il costo della locazione di un appartamento di caratteristiche simili e al <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/" target="blank" rel="noopener" title="genitore" data-wpil-keyword-link="linked">genitore</a> che ne esce verrà scontato il 50% di tale cifra nel calcolo del mantenimento</em>”.</p> <p>La <strong>residenza dei figli</strong>, inoltre, avrà valenza meramente anagrafica, con conseguente domiciliazione degli stessi presso ambedue i genitori. La scelta invece della c.d. “residenza abituale” sarà definita unicamente con riferimento alla regione o stato, al solo fine di definire la competenza giurisdizionale in caso di allontanamento unilaterale di uno dei genitori insieme ai figli.</p> <p>In secondo luogo, la <strong>frequentazione dei figli</strong> da parte dei genitori dovrà ispirarsi “<em>…al principio che ciascun genitore dovrà partecipare alla quotidianità dei figli</em>”. I genitori pertanto dovrebbero trascorrere tempi tendenzialmente paritetici con i figli, ferma la possibilità che casuali esigenze dei figli e/o oggettive e dimostrate condizioni di impossibilità materiale possano determinare una maggiore presenza di un genitore rispetto all’altro. Proprio la presa di coscienza della difficoltà che potrebbero incontrare i genitori-lavoratori a poter disporre di sufficiente tempo libero ha spinto, inoltre, il Tribunale a chiarire che non vi è alcun pregiudizio che possa derivare dall’aiuto dei familiari nell’accudimento della prole, così come in passato nulla poteva essere eccepito alla <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/327-la-lettera-di-un-madre-separata-alla-figlia/" target="blank" rel="noopener" title="madre" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="158">madre</a> collocataria nell’ipotesi in cui la stessa fosse stata costretta a giovarsi dell’aiuto di una baby-sitter.</p> <p>In conseguenza della ripartizione più equilibrata tra i genitori dei compiti genitoriali e del tempo da trascorrere con i figli, cambieranno anche le <strong>modalità di mantenimento</strong> dei figli. Di fatti, salvo casi di evidenti disparità economiche tra i genitori come nel caso di famiglie monoreddito, sarà sempre da preferire il c.d. <strong>mantenimento diretto</strong> al posto della forma indiretta, consistente nel tradizionale assegno da versare al coniuge collocatario.</p> <p>Per quanto attiene poi alle c.d. spese straordinarie, il Tribunale, adottando il criterio suggerito dalla Suprema Corte, con sentenza n°16664/12, predilige la distinzione non già tra spese straordinarie e non, bensì tra stese prevedibili e imprevedibili, assegnando “…<em>in partenza le spese prevedibili all’uno o all’altro genitore per intero in funzione del reddito e stabilire che le imprevedibili verranno divise a momento in proporzione delle risorse</em>”.</p> <p>Da ultimo, il <strong>Tribunale</strong> si sofferma sull’ascolto del minore nel processo, evidenziando l’incompatibilità della discrezionale valutazione a priori, riservata dall’art. 337 octies c.c. al giudicante, circa la superfluità dell’ascolto dello stesso, prediligendo la prescrizione dell’art. 315 bis c.c.</p> <p><strong>Ci sono pronunce in senso contrario?</strong></p> <p>La <strong>Suprema Corte</strong> è di recente intervenuta sulla questione, con ordinanza n°4060 del 15 febbraio 2017, prendendo spunto dalla richiesta di un genitore di modificare il regime di affidamento alternato originariamente concordato con un affidamento condiviso con collocazione prevalente. La Cassazione, in particolare, ha dato atto del limitato utilizzo in Italia dell’affidamento alternato, riconoscendo che lo stesso “…<em>tradizionalmente previsto come possibile dal diritto di famiglia italiano, è rimasto una soluzione di limitate applicazioni, essendo stato ripetutamente affermato che esso assicura buoni risultati quando non vi è un accordo tra i genitori e tutti i soggetti coinvolti, anche il <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/232-lettera-a-mio-figlio/" target="blank" rel="noopener" title="figlio" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="300">figlio</a>, condividono la soluzione</em>”. Ad avviso della Corte, inoltre, l’affidamento alternato, comportando una modifica continua della propria casa di abitazione, potrebbe avere “…<em>un effetto destabilizzante per molti minori</em>”.</p> <p>In conclusione, pertanto, la Suprema Corte appare voler limitare l’affidamento alternativo ad un accordo in tal senso tra i genitori e ad una volontà favorevole del minore, manifestando un evidente pregiudizio al ricorso privilegiato alla c.d. “shared residence”.</p> <p><span style="font-size: 16px;">Di segno opposto appare invece l’orientamento del Tribunale di Salerno che, ispirandosi alle linee guida del Tribunale di Brindisi, sta coraggiosamente invertendo la rotta in favore di un più ampio ricorso all’affidamento alternato e paritetico tra i genitori. Emblematica, a riguardo, è la recente iniziativa del Coordinatore della I^ sez. civile del Tribunale Salernitano, dott. Jachia, pubblicata su Ilcaso.it e rubricata inequivocamente “<a href="http://www.studiolegalemartignetti.it/wp-content/uploads/2017/04/Dall%E2%80%99affido-condiviso-dalla-residenza-privilegiata-alla-partecipazione-dei-genitori-alla-quotidianit-dei-figli.pdf">Dall’affido condiviso dalla residenza privilegiata alla partecipazione dei genitori alla quotidianità dei figli</a><em>”. </em>Segnali favorevoli all’affidamento alternato si rinvengono anche nel Tribunale di <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/event?locationName=Milano®ion=Lombardia&address=Milano&city=Milano&category=experience&range=25&province=Citt%C3%A0+Metropolitana+di+Milano&provinceCode=MI" target="blank" rel="noopener nofollow" title="Milano" data-wpil-keyword-link="linked">Milano</a> che, già due anni orsono, nella persona del noto magistrato dott. Buffone affermava in un articolo pubblicato sul <a href="http://www.altalex.com/documents/news/2015/07/07/da-affidamento-condiviso-a-affidamento-paritario">sito Altalex il 13 luglio 2015</a> che “…<em>salvo diversi accordi dei genitori, i figli minori hanno diritto a trascorrere pari tempi di permanenza presso l’uno e l’altro genitori a prescindere dalla residenza</em>”.</span></p> <p><span style="font-size: 16px;">Avvocato Luigi Romano,</span><a style="font-size: 16px;" href="http://www.studiolegalemartignetti.it/"> Studio Martignetti Romano</a></p> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/AFFIDAMENTOCONDIVISO.jpg" alt="" width="900" height="587" /></p>