Restiamo in conflitto
<p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/conflitto.jpeg" alt="" width="900" height="600" /></p> <p>Ti sei mai chiesto perché restiamo in conflitto, con le persone anche dopo esserci <strong>separati</strong> da loro, anche se fanno parte del passato e non abbiamo più niente da condividere con loro? Cos’è che non ci permette di lasciare andare?</p> <p>Forse dovremmo fare chiarezza su cosa significa per noi la parola <strong>conflitto.</strong> Durante il workshop “Restiamo in Conflitto” ne abbiamo parlato, sviscerando i diversi punti di vista e i molteplici significati che ognuno di noi dà a questo concetto. <br /> La discussione che ne è nata in seguito ha permesso a tutti i partecipanti di creare un pensiero comune da cui partire per affrontare il modo in cui ci mettiamo in relazione agli altri. Questo è stato possibile grazie ad un percorso che è partito da un’ auto analisi, soffermandosi poi a come ci collochiamo nei rapporti con le altre persone, per concludersi con l’analisi di come entriamo e affrontiamo il conflitto. Questa è stata una di quelle occasioni per affrontare un argomento difficile e faticoso con un po' di leggerezza e anche divertendosi.</p> <p>Ecco come abbiamo fatto: le attività proposte hanno coinvolto i partecipanti in prima persona facendoli disegnare, scrivere e riflettere e chissà da quanto tempo era che molti di loro non prendevano in mano un pennarello a punta grossa.</p> <p>L’analisi personale ha permesso di avere ben chiare le proprie competenze sociali come la capacità di ascolto o l’empatia, mentre il <a class="wpilkeywordlink" href="https://giochi.ai/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="gioco" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="397">gioco</a> grafico ha consentito ai partecipanti di focalizzare quali fossero le modalità relazionali privilegiate da ognuno tra collaborazione, cooperazione o competizione. Infine la discussione e la consegna della Carta d’Identità con la lista di cose da non fare e il kit di pronto soccorso per situazioni conflittuali ci ha portati a trarre le conclusioni utili ad ognuno. Alla fine dell’incontro il consiglio spendibile è stato quello di provare a mettere in pratica anche solo una delle modalità e strategie proposte per iniziare a introdurre un piccolo cambiamento all’interno del proprio modo di restare in conflitto. Il gioco è fatto: è possibile restare in conflitto senza distruggere sé e l’altro, ma traendone confronto e crescita. Non ci credete?</p> <p><strong>Ottavia Re Fraschini, Sara Rimoldi</strong> di<a href="/professionisti/mediatori-familiari.12/promesis-intermediazione.12" target="blank" rel="noopener noreferrer"> Promesis s.s. Mediazione Familiare</a></p> <p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/pR5KdTamPA" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>