Chi è il coordinatore genitoriale
<p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/MEDIATOREFAMIGLIARE.jpeg" alt="" width="900" height="565" />Gli “addetti al mestiere” lo sanno. Purtroppo gli effetti della <strong>rottura</strong> di una relazione assai spesso si riverberano anche sui <strong>figli</strong>. Sempre più spesso, infatti, i <strong>figli</strong> diventano vittime e armi nelle guerre di separazione e divorzio che contrappongono marito e moglie.</p> <p>Di recente, però, c’è una importante novità che sta prendendo piede, per ora nei tribunali del <strong>nord Italia</strong>: il c.d. <strong>coordinatore genitoriale</strong>.</p> <p><strong>Chi è il coordinatore genitoriale?</strong></p> <p>Il<strong> coordinatore genitoriale</strong> è una figura professionale che viene incaricata dal Tribunale di famiglia affinché vigili e risolva le problematiche di gestione dei figli in coppie caratterizzate da un’elevata conflittualità.</p> <p><strong>Il caso.</strong></p> <p>A distanza di qualche mese dalla rivoluzionaria sentenza del Tribunale civile di <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/event?locationName=Milano®ion=Lombardia&address=Milano&city=Milano&category=experience&range=25&province=Citt%C3%A0+Metropolitana+di+Milano&provinceCode=MI" target="blank" rel="noopener nofollow" title="Milano" data-wpil-keyword-link="linked">Milano</a>, anche il Tribunale di Mantova, ha deciso di ricorrere alla neonata figura del <strong>coordinatore genitoriale</strong> al fine di garantire il corretto esercizio della responsabilità genitoriale da parte di una <strong>coppia sposata</strong>.</p> <p>La vicenda trae origine da un giudizio di separazione personale in cui ambedue i coniugi avevano chiesto la pronuncia della separazione con addebito all’ex coniuge, seppur concordando nella scelta dell’affidamento condiviso. Il marito, tuttavia, aveva chiesto anche la condanna della <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/ho-tradito-mia-moglie/" target="blank" rel="noopener" title="moglie" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="96">moglie</a> ex art. 709 ter c.p.c. a causa dei comportamenti tenuti dalla <strong>moglie</strong> dopo il suo allontanamento volontario da casa, tesi ad ostacolare i rapporti padre-figli.</p> <p>Il <strong>Tribunale</strong>, dopo aver ascoltato i<strong> Servizi sociali e il C.T.U.</strong> nominato, riteneva comprovata l’elevata conflittualità tra i <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/" target="blank" rel="noopener" title="genitori" data-wpil-keyword-link="linked">genitori</a> e gli ingiustificati comportamenti della madre, che rendeva estremamente difficile per il padre non solo esercitare con regolarità il suo diritto di visita, ma anche a parlare semplicemente al telefono con i figli.</p> <p>Dall’altro lato, però, i giudici davano atto dell’assenza di problemi nella gestione dei figli nei tempi in cui questi stavano con l’uno o l’altro <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="genitore" data-wpil-keyword-link="linked">genitore</a> e della mancanza di alcuna carenza educativa nelle due figure genitoriali. Per questo motivo, il Tribunale, pur affidamento i bambini ad ambedue i genitori, decideva di nominare un <strong>coordinatore genitoriale</strong>, al fine di monitorare l’andamento dei rapporti familiari, individuando puntualmente i suoi compiti come segue:</p> <ul> <li><strong>monitorare</strong> l’andamento dei rapporti genitori/figli, fornendo le opportune indicazioni eventualmente correttive dei comportamenti disfunzionali dei genitori, intervenendo a sostegno di essi in funzione di mediazione;</li> <li><strong>coadiuvare</strong> i genitori nelle scelte formative dei figli, vigilando in particolare sulla osservanza del <a class="wpilkeywordlink" href="https://giornatamondiale.it/calendario-delle-giornate-mondiali/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="calendario" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="514">calendario</a> delle visite previsto per il padre ed assumendo al riguardo le opportune decisioni nell’interesse dei figli in caso di disaccordo;</li> <li><strong>redigere</strong> relazione informativa sull’attività svolta, da trasmettere al Giudice Tutelare…”.</li> </ul> <p><strong>In conclusione</strong></p> <p>Attraverso il controllo di un <strong>coordinatore</strong>, il Tribunale mira dunque non solo a “<strong>tenere sotto controllo”</strong> i comportamenti dei genitori in caso di conflitto, ma ad affiancare loro un esperto che possa aiutarli nell’adozione condivisa di scelte nell’interesse dei ragazzi e decidere egli stesso qualora i genitori non si mettano d’accordo.</p> <p>Il <strong>fallimento o il successo</strong> di tale figura dipenderà, tuttavia, non solo dalla capacità e professionalità del<strong> coordinatore genitoriale</strong> incaricato ma, soprattutto, dalla presa di coscienza da parte degli ex coniugi che la fine del matrimonio non comporta la fine della famiglia né dei doveri genitoriali.</p> <p>Avvocato Luigi Romano dello <a href="http://www.studiolegalemartignetti.it/">Studio Martignetti – Romano</a> </p> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/MEDIATOREFAMIGLIARE2.jpeg" alt="" width="900" height="600" /></p> <p> </p>