Figli a metà dopo la separazione
<h3 style="text-align: center;">Crescendo insieme a loro</h3> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/figlidivorzio.jpeg" alt="" width="900" height="663" /></p> <p>Siamo abituati ad occuparcene da quando si alzano al mattino fino a quando diamo loro il bacio della buona notte. Li abbiamo portati nella pancia per mesi e nel cuore, spesso, per molto tempo prima. Un figlio, quando non è il frutto di una notte di folle passione improvvisa, nasce come desiderio ancestrale e quasi inspiegabile nel nostro profondo e poi concretamente trova spazio dentro di noi, nutrendosi attraverso il nostro corpo e vivendo, per nove mesi, delle nostre stesse emozioni. La maternità è un dono magnifico e inspiegabile. Ti fa sentire parte di una magia unica e diventi uno strumento attraverso il quale qualcosa di più grande entra nel mondo. I <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> di questa vita, da quando nascono, sono parte di noi, un pensiero che non ci lascia più. Mai più.</p> <p><strong>Abituata ad avere tutto sotto controllo, da quando mi sono separata molti equilibri sono stati alterati</strong>. Primo fra tutti quello con i miei bambini che hanno iniziato a viaggiare tra due case, sfuggendo alla mia costante presenza e al mio controllo e con i quali ho impostato un rapporto diverso da prima, basato su nuove regole e nuove dinamiche, circondati da persone diverse e continui spostamenti, che fino a qualche hanno prima non immaginavamo nemmeno.</p> <p>Vivendo con loro tutto questo turbinio di cambiamenti ed emozioni, mi hanno insegnato delle cose che per me ora sono diventate fondamentali e ho capito che se fino a ieri ero io seduta in cattedra a tenere lezione, ora le dinamiche di famiglia si sono ribaltate, in uno scambio interpersonale molto più fluido e naturale.</p> <ol> <li><strong>Ci diciamo sempre quello che pensiamo.</strong></li> </ol> <p>Anche quando è scomodo, poco piacevole, oppure anche solo fastidioso. Bisogna esternare quello che si porta dentro e condividerlo, per evitare rancori inutili e per togliere pesi che, stando dentro di noi, condizionano il nostro umore e quello degli altri. Ma bisogna saper dire anche le cose tanto belle e meravigliose, che lasciano senza parole, perché spesso si fa troppa fatica a manifestare i sentimenti guardandosi dritti negli occhi. Soprattutto quando si viaggia da una casa all’altra, senza nascondere i timori, le paure ma anche la gioia e trovando il coraggio di dire anche che stiamo bene insieme a persone diverse da quelle con cui viviamo ogni giorno. Apriamo il cuore a nuove esperienze senza paura di perdere chi ci vuole bene e ci aspetta a casa.</p> <ol start="2"> <li><strong>Facciamoci una risata</strong></li> </ol> <p>Quando abbiamo risolto un problema, il giorno dopo se ne presentano due di nuovi. La nostra vita è proprio così, piena di imprevisti, con giornate molto piene e dove l’energia verso sera veramente comincia a scarseggiare. Proprio perché siamo abituati a far fronte e mille difficoltà diverse, possiamo trovare anche il tempo per fermarci un attimo e prendere le cose con leggerezza. Se abbiamo una montagna di piatti da lavare accendiamo la musica e lo facciamo ballando. Se non abbiamo i soldi per andare in palestra ci inventiamo un programma di allenamento casalingo. Se non riusciamo a imparare i nomi degli affluenti del Po allora lo scriviamo nella carta igienica in bagno.</p> <p>I bambini sono dei geni incontrastati nel trovare soluzioni alternative e nel prendere la vita con meno serietà del dovuto. Ogni tanto bisogna imparare a lasciarsi andare anche quando le cose non vanno come avevamo programmato.</p> <p><strong> </strong></p> <ol start="3"> <li><strong>Ad ognuno il suo spazio</strong></li> </ol> <p>Condividiamo ogni momento della giornata, ogni preoccupazione e ogni sogno, sia notturno e pauroso che diurno e amorevole. Ma almeno un paio di volte durante le ventiquattro ore abbiamo bisogno fisicamente di non essere tutti nella stessa stanza. Non abitiamo in una reggia, ma quando ci concediamo i nostri <em>dieci minuti </em>ognuno prende le sue cose e si ritira: mia <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/327-la-lettera-di-un-madre-separata-alla-figlia/" target="blank" rel="noopener" title="figlia" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="232">figlia</a> vola in bagno, dove passa la maggior parte del tempo, mio figlio se la svigna in camera a giocare e io agguanto il mio libro e volo sul divano, dove con queste enormi vetrate non manca mai l’aria.</p> <p>Ci vogliamo bene, in modo viscerale e profondo, ma proprio per questo abbiamo bisogno di staccare gli uni dagli altri e di pensare solo a noi stessi, almeno per un pò. Solo così sentiamo di aver voglia di stare insieme ancora e di raccontarci cose nuove.</p> <ol start="4"> <li><strong>L’opinione altrui</strong></li> </ol> <p>Sapere cosa pensa la signora del sesto piano rispetto al nostro modo bizzarro di stendere i panni <em>visto che ci va l’uomo di casa con tanto di sgabello e mollette nelle tasche</em> non è una cosa che ci riguarda. Usiamo il frigorifero giallo rotto come libreria e teniamo le luci di <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/natale" target="blank" rel="noopener nofollow" title="Natale" data-wpil-keyword-link="linked">Natale</a> tutto il tempo dell’anno e se qualcuno spettegola sul nostro modo di tenere la casa, non è affar nostro. Siamo fatti così e viviamo in questo modo. L’opinione degli altri non ci preoccupa nemmeno un minuto e anche se siamo sempre aperti a nuove idee e nuovi modi di vivere, il dito puntato e l’opinione borghese non ci interessano per niente.</p> <ol start="5"> <li><strong>A tutto c’è una soluzione se stiamo insieme </strong></li> </ol> <p>Può capitare qualsiasi cosa nell’universo ma noi tre siamo una micro famiglia. Se insieme abbiamo superato il turbinio della separazione, con il cambio casa e tutto il terremoto emotivo che ne è derivato, allora siamo pronti uniti a combattere contro il mondo. Stiamo insieme, chiacchieriamo e ci raccontiamo mille cose, senza la pretesa di risolvere nessun problema ma di condividere momenti ed emozioni, crescendo e sperando di stare meglio. Domani ancora un pò di più.</p> <p>Non è facile vivere questi momenti ed uscirne senza troppe cicatrici. E’ inevitabile che la vita dopo assuma tutto un altro spessore e riprenderla in mano non è un <a class="wpilkeywordlink" href="https://giochi.ai/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="gioco" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="398">gioco</a> da ragazzi, nemmeno per loro. Ma cerco di vivere nella massima onestà a trasparenza, stando più <em>sciolta </em>possibile, come dice mia figlia anche se a volte per fermare i miei neuroni devo svitare proprio la testa. I miei <a class="wpilkeywordlink" href="http://gengle.it" target="blank" rel="noopener" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> stanno crescendo insieme ad una nuova me stessa e mi stanno insegnando più di quanto immaginano. Mi sono accorta che occupandomi di loro riesco a dare il giusto ritmo alle mie giornate e a prendermi cura anche di me stessa. Solo così posso ritornare a sorridere e vivere pienamente, in questa mia seconda vita.</p> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/figliseparazione.jpeg" width="900" height="681" /></p> <p> </p> <p> </p>