Davanti allo studio legale

<p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/lettere.jpeg" alt="" width="940" height="573" /></p> <p>Eccomi qui, le 17.59 , davanti a questa porta, la targa in ottone &ldquo;<strong>Studio legale</strong>&rdquo;, c&rsquo;&egrave; voluto relativamente poco, dall&rsquo;ultimo &ldquo;<strong>ti amo</strong>&rdquo; ricevuto a questo campanello che non mi decido a far squillare, sono passati meno di 5 mesi, eppure sono pronto da molto di pi&ugrave;, da quando ho capito che in noi qualcosa si era rotto, che l&rsquo;orgoglio della persona che avevo di fianco non le avrebbe permesso di perdonarmi e soprattutto di perdonarsi.</p> <p>Ormai pensavo da tempo a cosa sarebbe stato meglio per noi e per i nostri figli: accontentarsi di rimanere accanto come separati in casa, spegnendoci lentamente e riempiendo di silenzi la vita dei nostri figli o tentare di ripartire con una nuova vita impedendoci che quella vecchia ci incattivisse e imbruttisse?</p> <p>Guardo il mio dito, guardo il campanello: &ldquo;<em>dovrei curarmi di pi&ugrave; quelle unghie da quando ho ricominciato a rosicchiarmele&hellip;</em>&rdquo; &ldquo;<em>chiss&agrave; quante dita hanno suonato a questa porta, con chiss&agrave; quali storie, eredit&agrave; contese, liti condominiali, incidenti stradali&hellip;</em>&rdquo;</p> <p>Mi ricordo quando mi hai chiamato con la macchina bloccata in mezzo ad un incrocio, ci conoscevamo da poco eppure nonostante la mia poca dimestichezza con le auto sono stata l&rsquo;unica persona che &egrave; venuta in tuo soccorso.&nbsp; A pensarci bene ero sempre io a correre in tuo soccorso, fosse il lavoro, un litigio con i tuoi, non sto dicendo che tu non mi abbia amato, ma forse era asimmetrico il rapporto.&nbsp;</p> <p>Anche questa volta in fondo sono io davanti al campanello di questa elegantissima porta prima di te.</p> <p>Certo che questo zerbino &egrave; proprio consumato, pulito ma consumato, forse alla fine &egrave; consumato come me, si forse &egrave; anche&nbsp;pi&ugrave; pulito di me, o forse &egrave; stato proprio quell'amore che si &egrave; consumato poco a poco a renderci meno puliti.</p> <p>Oggi ho ritrovato le nostre lettere, i nostri messaggi, per anni abbiamo tenuto accesa quella fiamma poi, ho iniziato a pensare che forse stavo elemosinando &nbsp;qualcosa, che sentirmi come quella persona che &egrave; sempre e comunque l&agrave;, scontatamente a disposizione, non mi andava pi&ugrave;, ne abbiamo parlato, &egrave; vero, ma forse avevamo gi&agrave; smesso di ascoltarci.&nbsp;</p> <p>Dietro di me c'&egrave; uno di quegli ascensori vecchi, quelli in cui le porte le devi aprire e chiudere e basta che un'anta sia leggermente socchiusa che si fermano.</p> <p>Mia mamma ha detto che non ci si separa alla prima difficolt&agrave; che bisogna insistere e sforzarsi... "<em>e chi ti dice che non l'abbia fatto?</em>"... <em>Pap&agrave; per fortuna &egrave; pi&ugrave; pragmatico e sa senza bisogno che glielo dica che ci ho provato e questa &egrave; l'unica via di uscita... "ma i ragazzi?</em>"... Loro ci hanno visti seduti a quella tavola che per anni &egrave; stata ogni sera un momento di festa in silenzio con lo sguardo basso e hanno capito che qualcosa era cambiato e si sono fidati quando insieme abbiamo detto loro che avrebbero avuto due case al posto di una sola, speriamo che la loro fiducia sia ben riposta.&nbsp;</p> <p>&ldquo;<em>Lucida quella targa, chiss&agrave; quanto lavoro per farla cos&igrave; bella, ma sembra vecchia e quella l&igrave; &egrave; una ditata. Quanto tempo per costruire qualcosa e poi basta un dito per renderla parte del passato</em>."</p> <p>Ore 18:00. Driiin.</p> <p>Lucenzio Domato</p> <p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/CAMPANELLO.jpg" alt="" width="900" height="600" /></p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p>