Separazione: come affrontare il proprio passato

Non voglio che il passato dica chi sono ma lascio che sia parte di chi diventerò domani. Oggi imparo ad ascoltarmi e a volermi un pò più bene, perdonandomi per aver preso decisioni che hanno fatto soffrire chi amavo.

<p>La musica &egrave; magica, ha il potere di riportare ad un periodo preciso della propria vita, ad un ricordo preciso, ad una sensazione esatta. Ascolto queste canzoni e mi viene un brivido qui, lungo la schiena. Un nodo in gola e un&rsquo;emozione intensa mi pervade. Mi scende una lacrima, lungo la guancia e non ci posso fare niente. Non &egrave; tristezza, non &egrave; dolore, non &egrave; paura ma &egrave; un insieme di tutte queste emozioni, che riempiono l&rsquo;anima e che si fermano in gola. Succede ogni volta che vedo quel concerto, ogni volta che penso che io c&rsquo;ero insieme a tutta la folla di persone, nella notte in cui ho scoperto un mondo nuovo, da quando ho lasciato quella calda casa sicura.</p> <p>Io non lo so se ho fatto la cosa giusta. In assoluto intendo.</p> <p>Tante persone sono cambiate, io per prima e troppa sofferenza &egrave; venuta a galla. O forse molto semplicemente <strong>&egrave; emerso quello che siamo veramente, togliendo quella patina luccicante che mostravamo in superficie.</strong> Ne stiamo uscendo pi&ugrave; scuri in volto e doloranti, ma sicuramente pi&ugrave; veri.</p> <p>Il limbo tra separazione e divorzio ti tiene in un&rsquo;agonia e una tensione che ricordo con poca nostalgia. Le mattinate dall&rsquo;avvocato, le lettere per formalizzare ogni piccola discussione, dover dare sempre una prova tangibile e dimostrare qualcosa a qualcuno che, in fondo, ci giudica e non ci conosce per niente. A tutela dei nostri <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a> ma soprattutto dell&rsquo;ideale sociale di famiglia, un valore che abbiamo frantumato sia attivamente, varcando la porta per non tornare pi&ugrave;, sia passivamente, senza lottare davvero per trattenere chi se ne stava andando.&nbsp;</p> <p>Ancora musica. Maniche corte, italiano maccheronico, buon vino e quel modo di fare, di chi ne ha viste tante e ne ha provate ancora di pi&ugrave;, sulla propria pelle. Altrimenti non scriverebbe canzoni cos&igrave;. E i suoi occhi, chiari nella notte buia. Lo sguardo di una persona dice tutto, pi&ugrave; della macchina che compra, della casa in cui abita e dei vestiti che indossa. Guarda una persona dritta negli occhi e tieniti pronto a sentirla, dentro, proprio in quel nel momento in cui incrocia la tua vita. E alcuni di noi all&rsquo;aumentare del numero di rughe e al cambio del colore della barba, diventano pi&ugrave; consapevoli di se stessi ma soprattutto di cosa, nella propria piccola esistenza, non vogliono pi&ugrave;. Uno sguardo che vede lontano, la voglia di un&rsquo;orizzonte ancora nuovo. Il tempo &egrave; sempre poco e la voglia di vivere pienamente pi&ugrave; intensa al trascorrere di ogni minuto regalato.</p> <p><strong>Non voglio che il passato dica chi sono ma lascio che sia parte di chi diventer&ograve; domani. </strong>Oggi imparo ad ascoltarmi e a volermi un p&ograve; pi&ugrave; bene, perdonandomi per aver preso decisioni che hanno fatto soffrire chi amavo. Il mio dispiacere maggiore non &egrave; rivolto a ci&ograve; che ho vissuto ma a quello che fatico ancora a costruire con chi, come il mio ex marito, ha significato tanto per me. &Egrave; un nuovo rapporto che non decolla, dove il rancore non &egrave; stato veramente lasciato alle spalle e che funziona solo se io continuo ad essere la persona che lui ha conosciuto. Non riesce a vedermi sotto una luce diversa e con una prospettiva del tutto nuova, non solo di <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/327-la-lettera-di-un-madre-separata-alla-figlia/" target="blank" rel="noopener" title="madre" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="172">madre</a>. Mi manca ridere insieme, parlare con complicit&agrave; dei <a class="wpilkeywordlink" href="http://gengle.it" target="blank" rel="noopener" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a>, il dialogo che avevamo. Non era solo frutto dell&rsquo;amore, ma soprattutto del rispetto che io ho sempre nutrito per lui come persona. Perdere questo e trovare un muro quando gli parlo di progetti personali e delle mie necessit&agrave; mi dispiace davvero, ma capisco che il nostro concetto di famiglia allargata e il nuovo rapporto che vorrei costruire tra di noi, non viaggia alla stessa velocit&agrave;. Per certe cose ci vuole tempo o forse, purtroppo, non arriveranno mai e vanno lasciate cos&igrave; come sono. Non si pu&ograve; obbligare la gente a cambiare, se non lo vuole in prima persona e questo spesso mi fa pensare che se non ci fossero i figli, sarebbe sparito dalla mia vita per sempre.</p> <p>Mi amareggia, credo che i rapporti tra le persone siano fatti di chiaroscuri e non siano cos&igrave; netti e definiti, incasellati meccanicamente ed etichettati. Siamo fatti di qualcosa che va pi&ugrave; in l&agrave; del concetto di giusto e sbagliato.</p> <p>Ora sul palco sono in due. Bottiglia di vino e chitarra in mano.</p> <p>Inizia una nuova <a class="wpilkeywordlink" href="https://canzoni.ai/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="canzone" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="436">canzone</a> e quel brivido ripercorre di nuovo la mia schiena.</p> <p>Quella sera io ho scoperto questa musica per me nuova, il rock, che vibra nel profondo e che non serve solo per rompere le chitarre sul palco e gridare come dei pazzi nel microfono. <strong>Si pu&ograve; essere duri e dire cose imponenti anche usando modi gentili. </strong>E questa forza ci pu&ograve; portare ovunque, anche nei posti pi&ugrave; lontani e inimmaginabili, tanto tanto quanto la musica.</p> <p>&nbsp;</p>