Ex: Essere o non essere (amici)?

<p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/coppia2.jpeg" alt="" width="900" height="600" /></p> <p><strong>Caro Amleto</strong>, avevi ragione sai? A farti determinate domande, intendo. Pensa che a distanza di 500 anni, c&rsquo;&egrave; ancora chi si tormenta su alcune questioni. Ti posso assicurare che <a class="wpilkeywordlink" href="https://giornatamondiale.it/oggi-giornata-mondiale/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="oggi" data-wpil-keyword-link="linked">oggi</a> stiamo messi peggio. Molto peggio. Se non altro i tuoi dubbi esistenziali erano legittimi. Insomma, figli dei tuoi tempi.</p> <p><a class="wpilkeywordlink" href="https://giornatamondiale.it/che-giorno-e-oggi/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="Oggi" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="489">Oggi</a> invece, abbiamo tutti delle vite deliranti e caotiche. Non c&rsquo;&egrave; tempo di filosofeggiare. Non abbiamo mai tempo per noi, per un prosecco con le amiche, per sistemarci il trucco, per farci belle. Eppure i dubbi vengono anche a noi. E non sai quanto. Ci sono momenti in cui sogno di potermi sedere su un comodo lettino e di raccontare al caro Freud, tutti i pensieri che mi bombardano la testa nell&rsquo;arco di una giornata. Sono quasi convinta che anche lui trasalirebbe. Oppure chiuderebbe per ferie. In fin dei conti essere un <strong>genitore <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/single" target="blank" rel="noopener nofollow" title="single" data-wpil-keyword-link="linked">single</a></strong> presuppone una serie <strong>di dubbi e insicurezze esistenziali</strong>, che <strong>mettono in crisi</strong> anche i migliori di noi.</p> <p>Tra le tante riserve che ho, ce n&rsquo;&egrave; una che proprio non vuole andar via: rimane l&igrave;, tra le attivit&agrave; extrascolastiche e la voglia di farmi 6 drink tutti d&rsquo;un fiato.</p> <p>E non mi riferisco alla scelta del completino sexy da mettere per un incontro galante. Figuriamoci. Esco meno di Mina e sono in ferie forzate da almeno due anni. Praticamente, mi dedico all&rsquo;amore ad anni bisestili. Ed ho detto tutto. Il vero dubbio amletico, quello che da anni mi fa esplodere terribili emicranie &egrave; il seguente:</p> <p><strong>Dopo la separazione si dovrebbe rimanere amica dell&rsquo;ex, oppure escluderlo per sempre dalla propria vita?</strong></p> <p>Premesso che per un <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="genitore" data-wpil-keyword-link="linked">genitore</a> single &egrave; quasi impossibile cancellare il numero del proprio ex per una serie di motivi strutturali, la mia domanda si riferisce chiaramente al tipo di rapporto che si dovrebbe avere dopo che &egrave; suonato il gong dell&rsquo;addio.</p> <p>Mi sto lanciando a duecento all&rsquo;ora in un campo minato. Perch&eacute; ogni relazione finita ha le sue regole e le sue problematiche. Non &egrave; semplice stabilire cosa sia giusto o sbagliato. Ci sono persone che hanno ferito talmente tanto il nostro amor proprio, che diventa difficile perfino cercare di mantenere dei rapporti distesi. Ma il punto &egrave; che abbiamo dei figli. E se non riusciamo a farlo per noi-ed &egrave; anche giusto- dovremmo sforzarci di farlo per loro.</p> <p>Ora. Il confine tra essere separati ed avere un buon rapporto, ed essere separati ma amici, crea una linea di demarcazione invisibile estremamente pericolosa e labile.</p> <ul> <li>Come prima cosa, non ascoltate mai quello che hanno da dirvi i vostri cari. Lo so, sono persone che ci vogliono bene e vogliono aiutarci. Ma spesso se non si vive una situazione, non si &egrave; in grado di comprendere alcune sfaccettature. E si rischia di aprire bocca e sparare solo cazzate. In fondo siamo tutti bravi a parlare dall&rsquo;alto del nostro trono, ma quando siamo noi i diretti interessati, tutto cambia. Chi non ha figli &ndash;e mi dispiace dirlo- non dovrebbe proprio parlare. Dovrebbe cucirsi quella bocca e pensare a giocare alla Playstation. Se c&rsquo;&egrave; una verit&agrave; inconfutabile, &egrave; che solo i <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/" target="blank" rel="noopener" title="genitori" data-wpil-keyword-link="linked">genitori</a> possono capire cosa significhi realmente <em>essere genitori.</em> Poi ci sono gli altri. Quelli che aprono bocca, perch&eacute; in base alla loro esperienza le cose vanno fatte in questo modo e non c&rsquo;&egrave; altra alternativa. Altra stronzata colossale. Ognuno crea con l&rsquo;altro un rapporto personalissimo e unico. Quindi, le esperienze degli altri, anche se razionalmente giuste, possono non andare bene per la nostra situazione. &Egrave; come un vestito: ad alcune calza a pennello, ad altre sta da schifo. Seguite il vostro istinto e basta. Il resto non riguarda n&eacute; voi, n&eacute; la vostra vita, n&eacute; quella di vostro <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/232-lettera-a-mio-figlio/" target="blank" rel="noopener" title="figlio" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="318">figlio</a>.<br /><br /></li> <li>Essere amici. &Egrave; molto bello sentire di coppie che scelgono di rimanere amici vedi Paltrow-Martin e indubbiamente &egrave; un bene per i figli. Poi, da qui ad essere realmente amici, c&rsquo;&egrave; di mezzo un mondo, Un mondo di gelosie, di fastidi, di rapporti nebulosi che rischiamo di creare ancora pi&ugrave; confusione nella testa dei nostri figli. &Egrave; ovvio che tra la <em>Guerra dei Roses</em> e l&rsquo;amicizia tutti sceglierebbero a mani basse la seconda. Mica siamo mentecatti.</li> </ul> <p>Ma a quel punto una piccola linea di demarcazione va messa. Siamo amici, usciamo con i bambini tutti insieme quando si pu&ograve;, ma ognuno la sua vita. E guai a interferire. &Egrave; necessario riuscire a creare una sorta di muro invisibile per cui si&nbsp; dovrebbe decide insieme su tutto ci&ograve; che riguarda i figli, ma non si dovrebbe mettere bocca sulla vita privata dell&rsquo;altro. E per quanto possa sembrare facile, non &egrave; sempre cos&igrave;. Il pi&ugrave; delle volte entrambi si prendono troppe libert&agrave;. Poi, c&rsquo;&egrave; questa tendenza innata a scaricare i nervosismi della vita verso il proprio ex, come se fosse il nostro <em>pungiball</em>. Ma questo &egrave; a prescindere. &Egrave; una certezza ineludibile...</p> <p>Insomma, le variabili sono talmente tante, che onestamente non sono in grado di dire se rimanere amici sia la soluzione migliore.</p> <p>Per la verit&agrave;, per molti grandi penne, la soluzione migliore dovrebbe essere di rimanere insieme. Ma come sappiamo, spesso non &egrave; cos&igrave;. Anzi, &egrave; esattamente il contrario. Lo stesso vale per il rapporto che si decide di avere con il proprio ex.</p> <p>Di certo, ognuno deve ritenersi libero di scegliere ci&ograve; che sia meglio per lui e per il suo figlio. Magari, contando fino a dieci ed evitando di imbarcarci in guerre inutili che portano solamente via il sorriso ai nostri figli.</p> <p>Io e il mio ex, ad esempio, abbiamo trovato una via di mezzo: ogni tanto pranziamo insieme, ogni tanto organizziamo dei week fuori porta, andiamo alle feste insieme, partecipiamo alle riunioni di classe. Alterniamo sapientemente fasi di amicizia a fasi di tipici bisticci da ex. Non &egrave; semplice.</p> <p>Per&ograve; mio figlio &egrave; molto sereno. Io in compenso a breve sar&ograve; costretta a fare un trapianto di bile. Sia mai che mi operi Patrick Dampsey.<br /><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/genitoriseparatirimanereinamicizia.jpeg" alt="" width="900" height="600" /></p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p>