Quando si affronta un divorzio, è sempre difficile metabolizzare il cambiamento

<p><img class="allinea-centro" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/separazione.jpg" alt="" width="900" height="600" /></p> <p>Quando si affronta un <strong>divorzio</strong>, &egrave; sempre difficile metabolizzare il cambiamento. Variano le abitudini, i figli non si vedono quanto prima e chi cambia casa deve fare i conti con un trasloco e una dimora pi&ugrave; modesta. Con il tempo, quello di cui si riesce volentieri a fare a meno, &egrave; l&rsquo;ex coniuge con cui molto spesso i rapporti si incrinano e che si cerca di allontanare dalla propria vita privata. Prima giuravamo amore eterno, ora parlare di lui non ci mette proprio di ottimo umore.</p> <p>Dopo la<strong> separazione</strong>, la legislazione italiana non si preoccupa solo di tutelare l&rsquo;interesse emotivo ed economico dei figli avuti dall&rsquo;unione, ma di anche provvedere al coniuge in difficolt&agrave; economica mediante l&rsquo;<strong>assegno divorzile</strong>. Dal 1990 al 2017 era strettamente collegato al &ldquo;pregresso tenore di vita&rdquo;, ma si sono scatenate non poche polemiche soprattutto dopo il &ldquo;caso Grilli&rdquo;. La normativa di riferimento &egrave; un terreno minato e si attende con ansia il pronunciamento della Corte di Cassazione, forse entro maggio. Le ipotesi plausibili potrebbero essere diverse: un recupero del criterio al tenore di vita oppure, in totale antitesi, si sosterr&agrave; il principio dell&rsquo;autosufficienza economica. In ultima analisi forse potrebbe essere valutato ogni singolo caso, senza poter stabilire a priori un principio assoluto. Attendiamo molto fiduciosi e altrettanto incuriositi.</p> <p>Un modo facile e collaudato per evitare spiacevoli sorprese dovute al mantenimento dell&rsquo;ex, potrebbe essere il semplice <strong>accordo prematrimoniale</strong>, possibile negli <strong>Stati Uniti, Inghilterra, Germania o Spagna, ma non in Italia</strong> perch&eacute; considerato in aperto contrasto con il principio stesso dello sposalizio. Potrebbe essere una buona idea progettate un matrimonio all&rsquo;<a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/viaggi-all-estero" target="blank" rel="noopener nofollow" title="estero" data-wpil-keyword-link="linked">estero</a> e coniugate una cerimonia intima, un&rsquo;ottima luna di miele ed un invidiabile, eventuale, divorzio. Meglio accordarsi mano nella mano che combattere una stremante guerra dei Roses, anche se si spera di non doverlo mai fare.</p> <p>Altro nodo spinoso strettamente collegato al mantenimento dell&rsquo;ex &egrave; il <strong>TFR</strong> a cui il precedente coniuge ha diritto nella misura del 40% nel caso in cui non convoli a nuove nozze e sia titolare dell&rsquo;assegno divorzile. Non fa piacere dover versare una cifra di questo tipo alla fine di un contratto sia lavorativo che matrimoniale. Un&rsquo;interessante alternativa potrebbe essere far confluire questa cifra in un fondo pensione da cui il lavoratore non pu&ograve; trarre nessun immediato arricchimento e quindi non si trova costretto a versare importi notevoli all&rsquo;innamorato di un tempo. Fatta la legge, trovato l&rsquo;inganno.</p> <p>Per quanto riguarda invece la <strong>casa coniugale</strong>, di norma, viene assegnata all&rsquo;ex coniuge con cui dimorano per la maggior parte del tempo i figli, fino a quando non venga raggiunta la loro indipendenza economica oppure fino a quando l&rsquo;ex decide di rimettere la fede al dito. Se i vostri pargoli sono ancora in tenera et&agrave;, dovete ben sperare nei suoi fiori d&rsquo;arancio pur di poter tornare nella casa in cui non entrate da anni ma continuate a pagare il mutuo.</p> <p>Ultima alternativa per limare il mantenimento dell&rsquo;ex &egrave; valutare la <strong>delocalizzazione</strong> della propria attivit&agrave; lavorativa fuori dai confini nazionali in modo da rendere pi&ugrave; complicato quantificare il reddito effettivo. Ma questi sono proprio mezzucci.</p> <p>Il principio migliore resta sempre l&rsquo;<strong>integrit&agrave;</strong>, verso se stessi prima ancora che verso l&rsquo;ex amato. Capire effettivamente quanto i soldi possano fare la felicit&agrave; personale o, come effettivamente succede, quanto il versamento mensile possa causare l&rsquo;infelicit&agrave; della controparte.</p> <p>Bisogna concentrarsi su quello che conta realmente: riconoscere il vero valore, anche economico, di ogni singolo coniuge nella precedente vita condivisa e garantire ai figli il giusto stile di vita, senza usarli come arma impropria. Non significa ripristinare un tenore che veniva garantito proprio perch&eacute; frutto di un <a class="wpilkeywordlink" href="https://giochi.ai/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="gioco" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="416">gioco</a> di squadra e nemmeno accontentare i figli in tutto e per tutto, rendendoli ancora pi&ugrave; viziati di quanto non lo fossero gi&agrave; durante la vita matrimoniale. Bens&igrave; non far mancare nulla di quanto pu&ograve; essere indispensabile per una vita semplice ma appagante, e mettere a loro disposizione il proprio tempo, che non ha prezzo, e la giusta condivisione emotiva con ogni singolo <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="genitore" data-wpil-keyword-link="linked">genitore</a>. Alla fine, un po&rsquo; di sana privazione potrebbe aiutare questi ragazzi a far emergere il loro carattere, le reali aspirazioni e la grinta indispensabile nella vita vera. Potrebbero imparare dai <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/" target="blank" rel="noopener" title="genitori" data-wpil-keyword-link="linked">genitori</a> una lezione di vita fondamentale: che i soldi non vengono regalati ma che si guadagnano sul campo, con grande fatica e tanta soddisfazione. E che comunque non permettono di comprare ogni cosa. La dignit&agrave; personale non ha prezzo e fa camminare, nella vita, a testa alta e schiena dritta.</p>