Madri separate: come superare le difficoltà

In forma smagliante

<h3><ins>In forma smagliante&nbsp;</ins></h3> <p><strong>Marted&igrave; pomeriggio.&nbsp;</strong>Solito programma familiare: i ragazzi escono da scuola alle 15.50, il maschietto ha la lezione di basket dalle 16.00 alle 17.00 mentre la ragazza &egrave; pronta a diventare <em>Mim&igrave; Ayuara</em> dalle 17.00 alle 19.00. Ovviamente in palestre diametralmente opposte l&39;una rispetto all&39;altra. Nessun problema, tanto ormai siamo rodati e collaudati. E lo avevo messo in preventivo quando li avevo iscritti.</p> <p>Arrivo a scuola, con merende al seguito, accompagno lui, accompagno lei, quindi torno da lui. Nel frattempo mentre mi gusto l&39;allenamento, mi leggo il mio libro, quattro chiacchiere con qualche mamma che si &egrave; fermata, magari una telefonata di circostanza e via, ormai &egrave; finito anche l&39;allenamento. Questa settimana, per ottimizzare quell&39;oretta libera, prima di passare a prendere la nostra pallavolista, ho ben pensato di andare in palestra. La mia adorata zona fitness, dove la mia coscienza non fiata, dove ho l&39;impressione di combattere l&39;avanzare del tempo e ogni volta che esco, sono sicura di essere dimagrita almeno di un etto.</p> <p>Effetto <em>plin plin.&nbsp;</em>Cos&igrave; sono arrivata, ho semplicemente spiegato che avevo un meraviglioso e giovane cavaliere al seguito che si &egrave; accomodato nella zona caff&egrave; a giocare, ascoltando musica e portandosi al seguito il suo prezioso <em>Geronimo Stilton.</em> Tanto dalla saletta io ero sempre visibile di conseguenza anche lui non poteva fare il furbetto quindi avevamo le prove che non vado per flirtare con un toy boy tutto muscoli e testosterone ma cerco di rassodare le mie chiappe.</p> <p>Dopo una ventina di minuti, giustamente mio <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/232-lettera-a-mio-figlio/" target="blank" rel="noopener" title="figlio" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="249">figlio</a> si era rotto le scatole. Io speravo di allenarmi ancora una mezz&39;oretta, quindi ho proposto un <a class="wpilkeywordlink" href="https://giochi.ai/" target="blank" rel="noopener nofollow" title="gioco" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="359">gioco</a> meraviglioso: essere il mio personal trainer. Gli ho dato pieni poteri sulla mia scheda di allenamento, contava la mia serie di esercizi e mi teneva la borraccia dell&39;acqua. Funzionava alla grande.</p> <p>Lui si sentiva importante, io molto magra.</p> <blockquote><strong>Cosa volere di pi&ugrave; dalla vita?&nbsp;</strong>Io proprio niente, ma l&39;idillio purtroppo &egrave; durato poco.</blockquote> <p>Dopo dieci minuti una ragazza dello staff mi ha comunicato che il bambino non poteva stare in sala proprio perch&eacute; non era assicurato e quello non era un luogo adatto alla sua et&agrave;. Diligentemente abbiamo chinato la testa, io ho preso le mie cose, mi sono cambiata e siamo andati a prendere la sorella, con qualche minuto di anticipo. Tempo che ovviamente abbiamo sfruttato a nostro vantaggio, studiando i loro schemi di gioco e cercando di capire come possiamo aiutare la fanciulla a migliorare la sua battuta. Visto che in famiglia le donne non mancano, non potendo allenare la <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/327-la-lettera-di-un-madre-separata-alla-figlia/" target="blank" rel="noopener" title="madre" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="127">madre</a>, ho suggerito di concentrarsi sulla sorella.</p> <p>Pur avendo arginato il problema mi &egrave; rimasto un po&39; l&39;amaro in bocca. Io capisco che effettivamente se il piccolo non &egrave; assicurato non posso portarlo in sala. Come mi rendo conto che posso andare ad allenarmi in altri momenti della giornata, quando lui &egrave; a scuola. Ma non sempre questo &egrave; possibile. Non parlo solo della palestra, ci sono mille altri esempi di luoghi pubblici che sono pensati per famiglie tradizionali dove si presuppone un numero di adulti sempre superiore a uno.</p> <p>Pensate alle piscine, magari alle terme, ai ristoranti oppure ancora ai negozi. Andate a fare shopping con un bimbo in et&agrave; da nido. Probabilmente vi passa la voglia. Io sono una madre, abituata per natura a svolgere almeno tre cose insieme, ma penso anche ai padri <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/single" target="blank" rel="noopener nofollow" title="single" data-wpil-keyword-link="linked">single</a>, che magari fino a prima della separazione non sapevano nemmeno come usare la lavatrice.</p> <p><strong>Riprendere in mano la propria vita non &egrave; facile e uno dei banchi di prova pi&ugrave; duri &egrave; proprio organizzare i week end in cui si &egrave; l&39;unico riferimento per questi <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="figli" data-wpil-keyword-link="linked">figli</a>.&nbsp;</strong>Cerchiamo di fare del nostro meglio e di non farli sentire inadeguati, forse perch&eacute; noi per primi ci sentiamo &ldquo;a met&agrave;&rdquo;. Abbiano bisogno di sentirci capiti in questa societ&agrave; e non sentire le nostre esigenze come un peso. Io non sono la Regina Elisabetta e non mi posso permettere la babysitter ogni settimana. I miei <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/" target="blank" rel="noopener" title="genitori" data-wpil-keyword-link="linked">genitori</a> abitano lontano e mia sorella ancora di pi&ugrave;.</p> <p>Gli amici mi aiutano nel momento del bisogno ma non posso vincolarli ad assistermi ogni volta che mi viene in mente qualcosa di strampalato. Anche perch&eacute; la mia testa frulla di continuo. Ho anche la presunzione di pensare di non essere un caso isolato e che tanti altri <strong>Gengle</strong>&nbsp;capiscano esattamente quello di cui sto parlando. Possiamo unirci e aiutarci tra di noi, in un principio di solidariet&agrave; esemplare. Ma rendiamoci conto che facciamo parte di un cambiamento epocale che condizioner&agrave; il nostro quotidiano. Del resto tutto parte da noi,<strong> se vogliamo qualcosa che non abbiamo mai avuto dobbiamo essere pronti a fare qualcosa che non abbiamo mai fatto. </strong>E rendiamoci conto di quanto siamo stati bravi a percorrere questa strada in salita, fino ad ora.&nbsp; Pensate a quante altre splendide cose siamo ancora in grado di fare e di come saranno ovvie magari per le prossime generazioni.</p> <p>Amare i nostri figli significa anche questo: fare qualcosa di importante per noi ora, ma che abbia una certa valenza anche per un futuro non troppo lontano. Proprio quello dei nostri figli.<br /> <img alt="https://www.gengle.it/blog/69/le-difficolta-di-una-madre-separata" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/mammesingle.jpg" style="height:600px; width:900px" /></p> <p>&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p>