La mamma al parco è arrabbiata

<p>Quante ore passate ai giardinetti a vedere i nostri figli giocare! Li guardiamo divertirsi, litigare e evitare per un millimetro di scontrarsi con un altro bimbo che arriva in bici nella direzione opposta.&nbsp;</p> <p>E' cos&igrave;, nei giardinetti quelli chiusi, protetti, si &egrave; pi&ugrave; sicuri dai pericoli della strada ma a volte ci si ritrova un po' stretti. Capita ai bambini e capita a volte anche alle mamme quando si ritrovano invischiate in un capriccio del <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/2018/09/01/232-lettera-a-mio-figlio/" target="blank" rel="noopener" title="figlio" data-wpil-keyword-link="linked" data-wpil-monitor-id="254">figlio</a> che <strong>non obbedisce</strong>.&nbsp;</p> <p>&nbsp;<img class="allinea-sinistra" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/mammaalparo.jpg" alt="" width="1080" height="720" /></p> <p>E' capitato proprio due giorni fa a una mamma da noi ai giardinetti. La mamma in questione &egrave; in dolce attesa e lei stessa &egrave; sempre calma, dolce ferma al punto giusto: insomma proprio una mamma che dici <em>"Quella s&igrave; che mantiene un clima sereno in casa".&nbsp;</em></p> <p>&nbsp;</p> <p><strong>La povera!</strong> Suo figlio veva assunto un comportamento poco corretto nei confronti di una bimba pi&ugrave; piccola. La mamma glielo ha fatto notare e l&igrave; &egrave; partita la <strong>sfida</strong>! Lui diceva di "no", lei insisteva mai urlando per&ograve;, lui si intestardiva, lei non cedeva.&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>Alla fine noi <a class="wpilkeywordlink" href="https://www.gengle.it/" target="blank" rel="noopener" title="genitori" data-wpil-keyword-link="linked">genitori</a> intorno ci sentivamo un po' in imbarazzo perch&eacute; non sapevamo come evitare di guardare quella scena terribile. Nessuno di noi voleva essere nei panni di quella mamma in quel momento.&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>Nessuno&nbsp;vorrebbe ritrovarsi impantanato in un interminabile partita di scherma olimpionica&nbsp;a colpi serrati tra "no", "si", "adesso! ho detto", "no"... davanti a tutti gli altri genitori.&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>La domanda che tutti noi avevamo in mente era: <strong>COSA FAREI SE CAPITASSE A ME?</strong></p> <p>&nbsp;</p> <p>E io mi sono data alcune&nbsp;risposte, ve le propongo e poi aspetto vostri suggerimenti e integrazioni di idee :-&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p><img class="allinea-sinistra" src="https://www.gengle.it/posts/entries/images/mammaalparco2.jpg" alt="" width="400" height="585" />1. In un mondo ideale, se mi fosse venuto in mente, avrei potuto <strong>fare una domanda</strong> a mio figlio e coinvolgerlo. Chiedergli come potesse LUI trovare una soluzione a questa intricata situazione che chiameeremo: "Una altalena per due". Nel metodo <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/genitori-con-figli" target="blank" rel="noopener nofollow" title="Figli" data-wpil-keyword-link="linked">Figli</a> Felici le chiamo "DUC", Domande Utili Curiose e sono una mamma dal cielo.&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>2. Io avrei, forse chiaramente perch&eacute; nell'impeto del momento &egrave; tutto da vedere, proposto un paio di <a class="wpilkeywordlink" href="https://meeters.org/it/categoria/giochi" target="blank" rel="noopener nofollow" title="giochi" data-wpil-keyword-link="linked">giochi</a> o attivit&agrave; alternative a mio figlio a scopo distraente. Sempre per approfittare della loro capacit&agrave; di concentrazione ballerina: un minuto qui e un minuto l&agrave;. A casa mia la chiamiamo: <strong>la legge della distrazione</strong>. Sempre utile con i neonati e a volte molto preziosa con i pi&ugrave; grandicelli!&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p> <p>3. Io avrei potuto avvicinarmi a mio figlio e abbassarmi alla sua altezza, guardarlo teneramente e chiedergli se non volesse un abbraccio. Cosa che di solito funziona nel 98% dei casi. Il figlio si sarebbe calmato e, da l&igrave;, avremmo potuto risolvere la questione. Nella Positive Discipline questo approccio si chiama <strong>"Connection before correction"</strong>, in PNL programmazione neuro linguistica si chiamerebbe "creare rapport", in psicologia possiamo semplicemente chiamarlo "instaurare empatia"!</p> <p>&nbsp;</p> <p>Cosa ne pensate? Quale dei tre metodi sarebbe pi&ugrave; adatto al vostro stile educativo? In un mondo ideale, in cui noi genitori siamo sempre preparati e non perdiamo mai le staffe, cosa avreste fatto?&nbsp;</p> <p>&nbsp;</p>