Affidamento condiviso: dove deve risiedere il minore?
Guida completa sulla residenza dei figli in caso di affidamento condiviso nel 2026: regole per la scelta della dimora prevalente, consenso necessario per i trasferimenti e differenze tra collocamento e affidamento.
La risposta rapida
Nell'affidamento condiviso, anche se la potestà genitoriale è esercitata da entrambi, il minore ha solitamente una residenza anagrafica prevalente o abituale presso l'abitazione di uno dei due genitori detto genitore collocatario. Tuttavia, la decisione su dove il figlio debba vivere stabilmente deve essere presa di comune accordo tra i genitori o, in mancanza di intesa, dal Giudice, mettendo sempre al centro l'interesse superiore del minore. Nel 2026, la giurisprudenza tende sempre più a favorire soluzioni che garantiscano il diritto alla bigenitorialità, pur mantenendo un punto di riferimento logistico stabile per la scuola e le relazioni sociali del bambino.
Residenza anagrafica e genitore collocatario
La scelta della residenza è una decisione di maggiore interesse per il figlio. Questo significa che: 1. Accordo tra le parti: Se i genitori sono d'accordo, possono stabilire la residenza presso il padre o la madre, o optare per un collocamento paritario con tempi divisi al 50%. 2. Intervento del Giudice: Se non c'è accordo, il tribunale stabilisce la residenza basandosi sul criterio della "continuità ambientale", cercando di non sradicare il minore dal suo contesto abituale scuola, amici, sport. 3. Il cambio di residenza: Nel corso del 2026, ricordiamo che nessun genitore può trasferire la residenza del figlio in un'altra città o quartiere lontano senza il consenso scritto dell'altro o l'autorizzazione del giudice. Per approfondire i termini legali, consulta il nostro /glossario/affidamento-condiviso.
Differenza tra residenza e domicilio del minore
È fondamentale non confondere la residenza con il domicilio. Residenza: È il luogo dove il bambino vive abitualmente e risulta all'anagrafe. Domicilio: Il minore è domiciliato presso entrambi i genitori per i periodi in cui soggiorna con ciascuno di essi. Nelle sentenze del 2026, si specifica spesso che il genitore non collocatario ha pari diritto di informazione e decisione sulla gestione quotidiana, nonostante il figlio risieda ufficialmente nell'altra casa. Per capire meglio come gestire i tempi di frequentazione, leggi la nostra /guide/calendario-visite-genitori-single.
Cosa succede se un genitore vuole trasferirsi?
Il trasferimento unilaterale del minore è considerato un comportamento grave che può portare alla revisione delle condizioni di affido. Se un genitore decide di cambiare casa nel 2026, deve darne comunicazione tempestiva all'altro almeno 30 giorni prima. Se il trasferimento ostacola il rapporto con il genitore non collocatario, il giudice può negare il cambio di residenza del minore o disporre il risarcimento dei danni. Se ti trovi in questa situazione, partecipa ai nostri /events per confrontarti con altri genitori che hanno affrontato la stessa sfida o leggi la nostra FAQ sul /faq/trasferimento-lontano-con-figli.