Principio di proporzionalità nel mantenimento
Il principio di proporzionalità definisce l'obbligo di ogni genitore di contribuire al mantenimento dei figli in base alle proprie disponibilità economiche e ai tempi di accudimento.
Definizione del termine
Il principio di proporzionalità è il criterio cardine stabilito dal Codice Civile art. 337-ter secondo cui ciascuno dei genitori deve provvedere al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito e alle proprie sostanze economiche. Non si tratta di una divisione paritaria delle spese 50/50, ma di una ripartizione ponderata basata sulla reale capacità contributiva di ogni genitore.
Applicazione nella genitorialità single
Nel contesto della separazione o del divorzio, questo principio serve a determinare l'ammontare dell'/glossario/assegno-mantenimento/glossario/assegno-mantenimento. Il giudice, o i genitori in fase di accordo, devono valutare: 1. Le attuali esigenze del figlio. 2. Il tenore di vita goduto durante la convivenza. 3. I tempi di permanenza presso ciascun genitore. 4. Le risorse economiche di entrambi. 5. Il valore dei compiti domestici e di cura assunti da ciascuno. Questo assicura che il figlio non subisca un pregiudizio economico eccessivo a causa della rottura della coppia.
Ripartizione delle spese e reddito
È importante sottolineare che la proporzionalità non riguarda solo l'assegno mensile, ma anche la divisione delle /glossario/spese-straordinarie/glossario/spese-straordinarie mediche, scolastiche, sportive. Ad esempio, se un genitore guadagna il doppio dell'altro, il giudice potrebbe stabilire che le spese extra siano ripartite al 70% e 30%, garantendo così l'equità del contributo.