Principio di proporzionalità del mantenimento
Il principio di proporzionalità stabilisce che il contributo economico per i figli deve essere commisurato al reddito e alle sostanze di ciascun genitore.
Definizione del termine
Il principio di proporzionalità del mantenimento è il criterio giuridico stabilito dal Codice Civile italiano Art. 337-ter secondo cui ciascuno dei genitori deve provvedere al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito e alle proprie sostanze economiche. Non si tratta di una divisione paritaria al 50%, ma di una ripartizione basata sulle reali capacità finanziarie di ogni genitore.
Applicazione nella separazione e divorzio
Nelle dinamiche tra genitori single, questo principio è fondamentale per determinare l'ammontare dell' assegno di mantenimento/glossario/assegno-mantenimento. Il giudice, o l'accordo tra le parti, deve valutare non solo il reddito da lavoro, ma anche le disponibilità patrimoniali, il tenore di vita goduto in costanza di convivenza e i tempi di permanenza presso ciascun genitore. Serve a garantire che il figlio non subisca un peggioramento della qualità della vita a causa della separazione.
Criteri di valutazione
Per calcolare correttamente la proporzionalità, vengono presi in esame diversi fattori: - Le attuali esigenze del figlio. - Il tenore di vita goduto dal figlio durante la convivenza dei genitori. - I tempi di permanenza presso ciascun genitore ruolo del genitore collocatario/glossario/genitore-collocatario. - Le risorse economiche di entrambi i genitori. - La valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.