Spese asilo nido dopo la separazione: chi deve pagarle?
Le spese dell'asilo nido rientrano generalmente tra le spese straordinarie e vanno divise al 50% tra i genitori, a meno di diverse disposizioni del giudice.
La risposta in breve
Le spese per l'asilo nido sono generalmente considerate spese straordinarie, in quanto legate a una specifica fase della crescita del bambino. Di norma, vanno suddivise tra i genitori nella misura del 50% ciascuno, a meno che il giudice non abbia stabilito una proporzione diversa in base ai rispettivi redditi es. 60/40 o 70/30. È importante sottolineare che queste spese sono solitamente escluse dall'importo mensile dell'assegno di mantenimento ordinario, che serve invece a coprire i costi quotidiani come vitto e abbigliamento.
Differenza tra spese ordinarie e straordinarie
La giurisprudenza prevalente inserisce la retta dell'asilo nido tra le spese straordinarie di tipo scolastico. Ecco i punti chiave da ricordare: Obbligatorietà: Anche se il nido non fa parte della scuola dell'obbligo, se entrambi i genitori concordano sull'iscrizione o se questa è necessaria affinché il genitore collocatario possa lavorare, la spesa deve essere condivisa. Consenso: Trattandosi di una scelta di "maggior interesse" per il figlio, la decisione di iscrivere il bambino al nido dovrebbe essere presa di comune accordo. Se un genitore decide unilateralmente, potrebbe rischiare di dover sostenere l'intero costo, a meno che il nido non sia l'unica soluzione praticabile per la gestione del minore. Protocolli dei Tribunali: Molti tribunali italiani come quelli di Milano o Roma hanno redatto dei protocolli specifici che includono espressamente il nido tra le spese da rimborsare a quota percentuale.
Bonus Nido e ripartizione netta
Un aspetto fondamentale per i genitori single riguarda il Bonus Nido erogato dall'INPS. 1. Detrazione del contributo: Prima di dividere la spesa tra i genitori, occorre sottrarre l'eventuale rimborso ottenuto tramite bonus statali o regionali. La quota da ripartire è solo quella effettivamente "rimasta a carico". 2. Chi incassa il bonus: Solitamente il bonus viene richiesto dal genitore che sostiene il pagamento della retta, il quale dovrà poi rendicontare all'altro l'importo netto da rimborsare. Per approfondire quali bonus sono attivi quest'anno, consulta la nostra guida al /glossario/bonus-nido.
Come gestire il pagamento e il rimborso
Per evitare conflitti, è sempre consigliabile agire seguendo questi passaggi: 1. Comunicazione scritta: Inviare una mail o un messaggio PEC o raccomandata se i rapporti sono tesi proponendo l'iscrizione e indicando i costi. 2. Richiesta di rimborso: Una volta pagata la retta, inviare al secondo genitore la ricevuta del bonifico e richiedere la sua quota di competenza entro i tempi stabiliti dalla sentenza solitamente 10 o 15 giorni. 3. Documentazione: Conservare tutte le ricevute originali, necessarie anche per le detrazioni fiscali in dichiarazione dei redditi. Se hai dubbi sulla tua situazione specifica, leggi la nostra /guide/manuale-sopravvivenza-genitore-separato.