Mantenimento dei figli: come funziona e chi deve pagare?
Il mantenimento è un obbligo proporzionale ai redditi dei genitori che garantisce ai figli lo stesso tenore di vita goduto prima della separazione, fino alla loro indipendenza economica.
In sintesi: chi deve pagare il mantenimento?
Il mantenimento dei figli è un dovere sancito dal Codice Civile che obbliga entrambi i genitori a contribuire alle necessità della prole in proporzione alle proprie sostanze e capacità di lavoro casalingo o professionale. In caso di separazione o divorzio, il genitore non collocatario quello che non vive stabilmente con i figli deve versare un assegno periodico al genitore collocatario per coprire le spese ordinarie. L'obbligo non cessa con la maggiore età, ma prosegue finché il figlio non raggiunge l'indipendenza economica.
Come viene calcolato l'importo dell'assegno?
Non esiste una tabella fissa universale, ma il giudice o l'accordo tra le parti stabilisce l'importo basandosi su alcuni parametri fondamentali: 1. Le esigenze attuali del figlio: istruzione, salute, vita sociale. 2. Il tenore di vita: il figlio ha diritto a mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto durante la convivenza dei genitori. 3. I redditi dei genitori: si valutano stipendi, proprietà e capacità reddituali. 4. I tempi di permanenza: quanto tempo il figlio trascorre con ciascun genitore. 5. La valenza economica dei compiti di cura: il lavoro domestico del genitore collocatario ha un valore che viene computato. Per approfondire la distinzione tra costi fissi e variabili, consulta la nostra guida sulle spese straordinarie/glossario/spese-straordinarie-mantenimento.
Fino a che età è dovuto il mantenimento?
Contrariamente a quanto si pensa, il mantenimento non termina automaticamente a 18 anni. L'obbligo sussiste finché il figlio: Non è economicamente autosufficiente ovvero percepisce un reddito stabilmente dignitoso. Non ha colpa per il mancato raggiungimento dell'indipendenza ad esempio, se prosegue gli studi con profitto o cerca attivamente lavoro. Se il figlio è inerte e non si impegna nel percorso formativo o lavorativo, il genitore può richiedere al giudice la revoca dell'assegno. Per gestire al meglio queste fasi di transizione, può essere utile un percorso di /faq/mediazione-familiare-benefici.
Cosa succede se un genitore non paga?
Se uno dei genitori non versa l'assegno stabilito, sta commettendo un reato Violazione degli obblighi di assistenza familiare. Il genitore creditore può procedere per via civile attraverso: Precetto e pignoramento: sui beni, sullo stipendio o sul conto corrente del debitore. Pagamento diretto dal terzo: il giudice può ordinare al datore di lavoro del genitore inadempiente di versare la quota di mantenimento direttamente all'altro genitore. Inoltre, è possibile presentare una denuncia-querela in sede penale. Se ti trovi in questa situazione, confrontati con altri genitori nella nostra sezione /events dove organizziamo regolarmente incontri con avvocati esperti.