Come funzionano i protocolli dei tribunali per le spese straordinarie?

I protocolli dei tribunali sono linee guida che definiscono quali spese per i figli sono extra-assegno e come devono essere rimborsate tra genitori separati.

Cosa sono i protocolli dei tribunali?

I protocolli dei tribunali per le spese straordinarie sono documenti d'intesa spesso siglati tra tribunale e ordine degli avvocati locale che elencano dettagliatamente quali spese per i figli devono considerarsi incluse nell'assegno di mantenimento e quali invece sono "straordinarie". Questi schemi servono a ridurre il contenzioso tra genitori single, stabilendo a priori quali costi richiedano il preventivo accordo tra le parti e quali siano invece obbligatori o urgenti e quindi rimborsabili automaticamente dietro presentazione della ricevuta.

La distinzione tra spese ordinarie e straordinarie

Sebbene ogni tribunale Milano, Roma, Napoli, ecc. possa avere il proprio protocollo con piccole variazioni, la distinzione principale avviene solitamente in tre categorie: 1. Spese comprese nell'assegno Ordinarie: Vitto, abbigliamento, spese per l'igiene, materiale scolastico di cancelleria, mensa scolastica spesso considerata ordinaria. 2. Spese straordinarie subordinate al consenso: Master, corsi di lingue, sport agonistici, interventi di chirurgia estetica non necessari, viaggi studio. Queste vanno concordate per iscritto. 3. Spese straordinarie obbligatorie senza consenso: Ticket sanitari, visite specialistiche urgenti prescritte dal medico di base, libri di testo scolastici, tasse universitarie. Per un elenco dettagliato delle voci di costo, consulta la nostra guida sulle spese straordinarie/guide/spese-straordinarie-ordinarie-differenze.

Procedure di rimborso e tempistiche

Per ottenere il rimborso della quota solitamente il 50%, salvo diversa indicazione del giudice, il genitore che ha anticipato la somma deve: Inviare la richiesta: Inviare copia dei giustificativi di spesa fatture o scontrini parlanti all'altro genitore, solitamente entro 30 giorni dall'esborso. Gestire il dissenso: Se la spesa richiede il consenso e l'altro genitore non risponde entro un termine stabilito dal protocollo spesso 10 o 15 giorni, il silenzio può essere interpretato come silenzio-assenso. Modalità di pagamento: Il rimborso deve avvenire secondo le tempistiche dettate dal protocollo o dalla sentenza, in genere entro 15 giorni dalla richiesta. In caso di mancato pagamento, il genitore creditore può agire legalmente citando il protocollo adottato dal tribunale di riferimento. Per approfondire gli aspetti legali, leggi la nostra FAQ sul mantenimento dei figli/guide/mantenimento-figli-regole-generali.