Assegno Unico per genitori separati e divorziati: la guida pratica

GenGle

ISEE, assegni e agevolazioni

Una guida completa per genitori separati e divorziati sull'Assegno Unico: come ripartire le quote, gestire l'ISEE minorenni e presentare domanda all'INPS senza errori.

Cos'è l'Assegno Unico e come cambia dopo la separazione

L'Assegno Unico e Universale (AUU) ha rivoluzionato il sistema dei bonus per le famiglie, ma per chi vive una separazione o un divorzio, le modalità di richiesta e ripartizione possono sembrare complesse. Per i genitori della community di GenGle, è fondamentale sapere che l'assegno spetta **dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni** di età (a determinate condizioni).

In caso di affidamento condiviso, la regola generale prevede che il beneficio venga ripartito al **50% tra i due genitori**. Tuttavia, è possibile optare per il pagamento dell'intero importo a un solo genitore, previo accordo tra le parti. Se invece è presente un provvedimento del giudice che stabilisce l'affidamento esclusivo, il pagamento spetta interamente al genitore affidatario.

Un punto cruciale riguarda la domanda: deve essere presentata da un solo genitore, ma all'interno della procedura INPS vanno inseriti i dati dell'altro genitore per permettere l'erogazione della sua quota. Se sei un genitore single, ricorda che il calcolo dell'importo dipenderà dal tuo ISEE minorenni, uno strumento essenziale per garantire che l'importo sia proporzionato alla tua reale situazione economica attuale.

Come ripartire l'importo tra i genitori: 50% o 100%?

La questione della ripartizione è spesso fonte di dubbi. Ecco i tre scenari principali che potresti trovarti ad affrontare:

1. **Ripartizione al 50%:** È la scelta predefinita in caso di affidamento condiviso. Entrambi i genitori ricevono la propria quota direttamente sul proprio conto corrente. È la soluzione più equa che riflette la responsabilità genitoriale comune.
2. **Pagamento al 100% ad un solo genitore:** Questa opzione è possibile se esiste un accordo tra i genitori o se il giudice ha stabilito che i contributi pubblici debbano essere incassati da chi convive stabilmente con i figli. In questo caso, il genitore "richiedente" percepirà l'intera somma.
3. **Affidamento esclusivo:** Se sei l'unico affidatario, hai diritto a ricevere il 100% dell'assegno. In sede di domanda sul portale INPS, dovrai selezionare l'opzione specifica dichiarando l'esistenza di un provvedimento giudiziale.

**Consiglio pratico:** Se l'altro genitore non collabora o non conferma la propria modalità di pagamento, l'INPS erogherà comunque il 50% al richiedente, bloccando l'altra metà finché l'altro genitore non inserisce il proprio IBAN. Non perdere tempo: presenta la domanda anche se l'accordo non è ancora perfetto, per non perdere le mensilità arretrate.

ISEE e procedura di domanda: i passaggi fondamentali

Per ottenere l'importo corretto, è indispensabile presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per il calcolo dell'**ISEE minorenni**. Qui le cose si fanno interessanti per noi di GenGle:
- Se i genitori sono separati legalmente, divorziati o non conviventi (con residenza diversa), il genitore non convivente viene considerato "componente attratta" o "componente aggiuntiva" solo in casi specifici (ad esempio se non è sposato con altre persone o non ha altri figli).
- Nella maggior parte dei casi di separazione legale, l'ISEE fa riferimento solo al nucleo del genitore con cui il figlio risiede.

**Step-by-step per la domanda online:**
1. Accedi al sito INPS tramite SPID, CIE o CNS.
2. Seleziona "Assegno Unico e Universale per i figli a carico".
3. Inserisci i dati dei figli e specifica la tua condizione (genitore separato/divorziato).
4. Scegli la modalità di ripartizione (50% o 100%).
5. **Attenzione:** Se scegli il 100% perché sei l'unico affidatario o per accordo, dovrai dichiararlo sotto la tua responsabilità. L'INPS effettua controlli incrociati con le sentenze di separazione.
6. Inserisci il tuo IBAN correttamente intestato o cointestato. Non sono validi IBAN intestati esclusivamente ad altre persone.

Gestione del conflitto e maggiorazioni per genitori single lavoranti

Cosa succede se il rapporto con l'ex partner è conflittuale? È una situazione comune, ma la legge cerca di tutelare il diritto dei figli a ricevere il sostegno economico.

Se l'altro genitore si rifiuta di fornire il proprio IBAN o di approvare la domanda al 100% nonostante gli accordi, puoi comunque procedere chiedendo il pagamento del tuo 50%. L'INPS resterà in attesa che l'altro genitore rivendichi la sua quota. Se invece hai un provvedimento giudiziario che ti assegna il contributo al 100% e l'altro genitore si oppone, potresti dover integrare la domanda allegando la sentenza o ricorrendo al supporto di un legale per notificare la decisione all'ente previdenziale.

Un altro aspetto fondamentale è la **maggiorazione per i genitori lavoratori**. Questa spetta se entrambi i genitori producono reddito da lavoro. In caso di separazione, questa maggiorazione è dovuta anche se i genitori non convivono, purché entrambi lavorino. È un piccolo aiuto in più che può fare la differenza nel budget mensile di un genitore single. Ricorda sempre di aggiornare la tua domanda se cambiano le condizioni di affidamento o se uno dei figli diventa maggiorenne, consultando periodicamente la sezione glossario/mantenimento-figli per restare aggiornato sulle definizioni legali.